L’Italia ha deciso di espellere due addetti militari in servizio presso l’ambasciata della Federazione russa a Roma. Il provvedimento è stato adottato al termine di un’indagine della procura che avrebbe accertato attività di spionaggio riconducibili ai due funzionari.
Il segretario generale della Farnesina ha convocato l’ambasciatore russo per notificare ufficialmente la decisione. I due cittadini, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, dovranno lasciare il territorio italiano entro 72 ore.
Le dichiarazioni del ministro Tajani
La conferma dell’espulsione è arrivata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha commentato la vicenda attraverso i propri canali social.
Secondo il titolare della Farnesina, si tratta di un episodio grave che rientra in una strategia più ampia. Tajani ha parlato di “armi ibride” utilizzate da Mosca contro l’Occidente e l’Italia, definendo l’accaduto un’ingerenza inaccettabile per le istituzioni e per la sicurezza nazionale.
Il ministro ha inoltre respinto le ipotesi di una scelta politica o diplomatica, sottolineando che la decisione è stata presa sulla base di elementi concreti emersi dalle indagini. Ha chiarito che non si tratta di una ritorsione, ma di un intervento fondato su fatti accertati.
La reazione della Russia
La risposta della Federazione russa non si è fatta attendere. Il ministero degli Esteri di Mosca, attraverso una dichiarazione riportata dall’agenzia Ria Novosti, ha annunciato che verrà adottata una “risposta adeguata” al provvedimento italiano.
Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle eventuali contromisure che potrebbero essere intraprese dalle autorità russe.
Indagini e sviluppi diplomatici
L’attenzione della procura di Roma resta concentrata sul filone investigativo che ha portato all’individuazione dei due funzionari. Parallelamente, la Farnesina continua a monitorare l’evoluzione dei rapporti diplomatici tra Italia e Russia dopo l’espulsione.
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