Droga, rapine ed estorsioni: maxi blitz tra Castelli Romani e nord pontino

Un’officina abusiva sarebbe stata trasformata nella base logistica per lo stoccaggio e la distribuzione di cocaina, hashish e marijuana. L’operazione dei carabinieri tra Velletri, Lariano e la provincia di Latina: misure cautelari nei confronti di 17 persone

Autorimessa, officina

Un’officina abusiva utilizzata come centro operativo, una rete di collaboratori incaricati delle consegne e contatti diretti con i clienti per concordare gli appuntamenti. È il sistema di spaccio ricostruito dai carabinieri nell’ambito di una vasta indagine che ha interessato i Castelli Romani e il nord pontino e che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 17 persone.

Il blitz è scattato nelle prime ore della mattinata tra Velletri, Lariano e la provincia di Latina. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri su delega della procura della Repubblica di Velletri, in attuazione di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale veliterno. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo e in concorso tra loro, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione.

Diciassette persone raggiunte dalle misure cautelari

Il provvedimento cautelare riguarda complessivamente 17 persone. Per cinque è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre altre cinque sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Per ulteriori cinque indagati sono stati previsti l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione in caserma.

L’ordinanza rappresenta il risultato di una complessa attività investigativa sviluppata dai carabinieri della compagnia di Velletri, attraverso la quale sarebbero stati raccolti gravi elementi indiziari sull’esistenza di un gruppo dedito allo spaccio di droga.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’attività avrebbe avuto una struttura organizzata, con compiti distinti assegnati ai diversi componenti e una zona operativa estesa tra il territorio veliterno, Lariano e il nord della provincia pontina.

L’officina abusiva trasformata nella base operativa

Uno degli elementi centrali emersi dagli accertamenti riguarda il luogo utilizzato per coordinare l’attività. Un’officina abusiva avrebbe svolto la funzione di base logistica del gruppo, diventando il punto di riferimento per la gestione degli stupefacenti.

All’interno della struttura sarebbero state stoccate sostanze come cocaina, hashish e marijuana, successivamente destinate alla distribuzione. Dalla stessa base sarebbero inoltre state coordinate le diverse fasi dell’attività di spaccio. Le indagini avrebbero consentito ai militari di delineare un sistema nel quale ogni soggetto svolgeva una funzione precisa, dalla gestione dei clienti fino alla movimentazione e alla consegna delle sostanze.

Contatti con i clienti e consegne affidate ai collaboratori

Una parte degli indagati, secondo quanto ricostruito, avrebbe avuto il compito di mantenere i rapporti diretti con gli assuntori, raccogliendo le richieste e stabilendo luogo e modalità degli incontri per la cessione dello stupefacente. Altri componenti avrebbero invece garantito il supporto logistico necessario al funzionamento della rete.

In diversi episodi, le consegne sarebbero state affidate direttamente a collaboratori incaricati di raggiungere gli acquirenti. La gestione dei contatti e quella materiale delle consegne sarebbero state quindi separate, secondo un meccanismo ormai consolidato che avrebbe consentito al gruppo di operare su un territorio particolarmente ampio.

Ricostruita la rete dei fornitori della droga

Gli investigatori non si sono concentrati esclusivamente sulle singole cessioni. Gli accertamenti hanno infatti consentito di risalire anche ai presunti canali utilizzati per l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti. Sono stati individuati ulteriori soggetti attivi nello spaccio nell’hinterland di Velletri, a Lariano e nel nord pontino, dai quali gli indagati si sarebbero riforniti abitualmente. Le verifiche hanno permesso così di tracciare i collegamenti tra i diversi soggetti coinvolti e ricostruire una mappa dei canali di rifornimento, delineando dimensioni e modalità operative della presunta rete.

Sequestrata droga, trovata anche una “pen gun”

L’attività investigativa aveva già prodotto diversi risultati prima dell’operazione scattata questa mattina. Nel corso delle indagini sono stati infatti effettuati nove arresti in flagranza di reato, oltre a numerose denunce in stato di libertà. Diversi soggetti sono stati inoltre segnalati in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti.

I carabinieri hanno sequestrato complessivamente oltre mezzo chilo di droga di diverse tipologie. Durante le operazioni è stato rinvenuto anche un congegno artigianale, una cosiddetta “pen gun”, indicata come idonea a esplodere singoli colpi calibro 9×21. Insieme al dispositivo sono state recuperate anche centinaia di cartucce e proiettili.

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