Affittacamere del Pigneto: sequestro dopo ritrovamenti e 12 ospiti “in nero”

Blitz al Pigneto: polizia e tecnici scoprono allacci abusivi, una pistola e cocaina in un affittacamere che chiedeva 500 euro per non registrare gli ospiti. Immobile sequestrato e 12 persone ricollocate

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Un controllo disposto dal commissariato di Porta Maggiore ha portato al sequestro di un immobile nel quartiere Pigneto, dove un affittacamere aveva trasformato la struttura in una base di accoglienza irregolare. Dodici persone di nazionalità peruviana e cubana sono state trovate alloggiate “in nero” e sono state identificate dagli agenti durante l’intervento, che ha coinvolto anche i tecnici di Areti per verificare i collegamenti elettrici.

Le verifiche tecniche hanno rivelato modifiche illegali all’impianto elettrico, con allacci abusivi utilizzati per alimentare il quadro elettrico della palazzina. Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate anche serrature artigianali installate sui locali, a conferma di una gestione dell’immobile al di fuori di qualsiasi normativa. I tecnici di rete elettrica hanno confermato la presenza delle manomissioni, che costituivano un rischio sia per gli ospiti sia per il condominio.

Durante il blitz, gli agenti hanno effettuato la perquisizione delle camere e hanno scoperto una pistola con caricatore inserito, dosi di cocaina e materiale per il confezionamento nascosti in una stanza. Parallelamente, uno degli occupanti è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Milano per reati connessi a furti: l’uomo è stato pertanto accompagnato al carcere di Rebibbia.

Emergono inoltre elementi relativi al funzionamento illecito dell’attività: il gestore applicava una tariffa che permetteva agli ospiti di non essere registrati presso le autorità. Secondo quanto appurato, la cifra richiesta era di 500 euro per soggiorni “invisibili”, offerta che facilitava l’occupazione irregolare e l’elusione degli obblighi amministrativi e di sicurezza.

La struttura non era nuova alle verifiche: già nel 2018 la stessa palazzina era stata ispezionata e il titolare era stato sanzionato e denunciato per esercizio abusivo dell’attività ricettiva. Nonostante quel precedente, l’immobile era tornato a operare al di fuori delle autorizzazioni previste dalla legge. L’attività repressiva delle forze dell’ordine ha quindi ripreso vigore grazie alla segnalazione e al monitoraggio costante della zona.

A seguito delle operazioni, l’immobile è stato sottoposto a sequestro, mentre le persone identificate, alcune con minori al seguito, sono state ricollocate in strutture idonee attraverso l’intervento dei servizi sociali competenti. L’autorità giudiziaria proseguirà gli accertamenti per definire le responsabilità penali e amministrative del gestore.

L’episodio riporta all’attenzione pubblica rischi e criticità legati agli alloggi temporanei non autorizzati: dalla pericolosità degli impianti elettrici manomessi alla possibile presenza di armi e sostanze stupefacenti, fino allo sfruttamento della vulnerabilità di persone in cerca di alloggio. Le indagini si concentreranno ora anche sulla rete di contatti e sulle modalità con cui venivano reperiti gli ospiti, oltre che sull’eventuale coinvolgimento di terzi nella gestione del traffico di sostanze o nella messa a disposizione delle armi rinvenute.

L’intervento ha infine dato seguito a provvedimenti concreti: il proprietario o il gestore dovranno rispondere non solo delle irregolarità amministrative ma anche dei reati contestati, mentre le misure di tutela per gli occupanti garantiranno assistenza immediata a chi si è trovato a vivere in condizioni non conformi.

Redazione

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