La mobilitazione degli studenti romani si estende ad altri istituti della Capitale. Nella mattinata di mercoledì 7 ottobre 2026 sono stati occupati l’istituto Di Vittorio Lattanzio, in via Teano 223, e il Tullio Levi Civita, in via Torre Annunziata 15. Le due iniziative arrivano dopo quella avviata al liceo Cavour di via delle Carine, primo istituto coinvolto nella nuova fase delle proteste studentesche.
Davanti alle scuole sono comparsi striscioni per annunciare l’occupazione, mentre gli studenti hanno organizzato diverse iniziative di protesta. Al Lattanzio sono state esposte anche bandiere palestinesi, mentre al Tullio Levi Civita la mobilitazione è stata accompagnata da fumogeni e striscioni.
A sostenere le proteste è anche il collettivo Osa Roma, che nei giorni precedenti aveva annunciato l’intenzione di estendere la mobilitazione a più scuole della città. Tra gli slogan utilizzati compare “Fare come in Francia”, diventato uno dei riferimenti della protesta di questo inizio di autunno.
Le ragioni della protesta negli istituti romani
Le rivendicazioni avanzate dagli studenti riguardano diversi temi, dalle condizioni materiali degli edifici scolastici alle politiche del governo in materia di istruzione e immigrazione. Gli attivisti contestano un modello di scuola che, secondo la loro posizione, rischierebbe di trasformare gli istituti in luoghi eccessivamente rigidi e di preparazione a un mercato del lavoro caratterizzato dalla precarietà.
Una delle questioni sollevate riguarda inoltre l’ipotesi di un limite del 30% alla presenza di studenti stranieri nelle classi, misura duramente criticata dai promotori delle occupazioni. Gli studenti hanno espresso la loro contrarietà attraverso slogan e messaggi politici particolarmente netti, inserendo così la protesta scolastica in una mobilitazione più ampia.
Al Tullio Levi Civita emergono anche problemi direttamente collegati alla struttura dell’edificio. Secondo quanto denunciato dagli studenti e riportato dagli attivisti, il quinto piano dell’istituto continuerebbe a presentare problemi di agibilità. La condizione degli spazi scolastici diventa quindi uno degli elementi centrali della protesta, insieme alle contestazioni rivolte alle politiche nazionali.
Al Cavour proseguono assemblee e iniziative
Nel frattempo resta occupato anche il liceo Cavour. All’interno dell’istituto è stata organizzata una prima assemblea dedicata alla riqualificazione della scuola, mentre tra le successive iniziative è previsto un confronto con il movimento impegnato sul diritto all’abitare.
L’occupazione ha però determinato anche l’interruzione di alcuni interventi che erano in corso nell’edificio. Il dirigente scolastico Carlo Scognamiglio ha spiegato in una circolare che, quando gli studenti hanno preso possesso della struttura, erano in corso lavori destinati alla messa in sicurezza di alcune zone della scuola.
Secondo quanto comunicato dalla dirigenza, gli interventi sono stati fermati in seguito all’occupazione. La scuola, non essendo temporaneamente sotto il controllo dell’amministrazione, non sarebbe inoltre nelle condizioni di assicurare le normali misure di sicurezza.
Il dirigente ha manifestato preoccupazione soprattutto per l’incolumità degli studenti, la salvaguardia dell’edificio, l’interruzione del servizio pubblico e la tutela del diritto allo studio. La prosecuzione dell’occupazione apre dunque anche il confronto sulle conseguenze delle proteste per il regolare funzionamento delle attività scolastiche.
Con il coinvolgimento del Lattanzio e del Tullio Levi Civita, sono almeno tre gli istituti romani interessati dalla nuova ondata di occupazioni, considerando anche il Cavour. La mobilitazione, partita dallo scientifico di via delle Carine, si è quindi rapidamente allargata sia ai licei sia agli istituti tecnici.
Le iniziative annunciate dai collettivi indicano inoltre la volontà di proseguire la protesta nelle scuole della Capitale. Al centro rimangono le condizioni degli edifici, il futuro dell’istruzione pubblica, le politiche rivolte agli studenti stranieri e, più in generale, il modello di scuola contestato dai promotori delle occupazioni.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.