Era appena stato acquistato di seconda mano il Piper a bordo del quale hanno perso la vita Riccardo Muci e Giuseppe Gabbi, nell’incidente aereo avvenuto nel pomeriggio di mercoledì a Isola del Cantone, in provincia di Genova. Il velivolo, ridotto a una carcassa, è stato ritrovato insieme ai corpi dei due uomini, rinvenuti vicino al motore. Le cause dell’incidente restano al vaglio degli inquirenti, mentre la procura ha già avviato un’indagine per omicidio colposo, al momento contro ignoti.
Chi erano le vittime
Il proprietario del Piper, Riccardo Muci, aveva 38 anni ed era sovrintendente della Polizia di Stato, in servizio presso l’Interpol di Roma. Grande appassionato di volo, aveva acquistato da poco l’aereo. Alla guida del velivolo c’era però Giuseppe Gabbi, 64 anni, esperto istruttore di volo e direttore della scuola “Volare” di Campagnano di Roma. I due erano partiti da Torino, diretti a Sutri, in provincia di Viterbo, seguendo una rotta sull’Appennino ligure.
Condizioni meteo e ipotesi investigative
Le condizioni meteorologiche al momento del decollo non erano ottimali, ma non tali da preannunciare una tragedia. Tuttavia, la dinamica dello schianto resta ancora da chiarire. Il tipo di aereo coinvolto non era dotato di scatola nera, ma durante i soccorsi è stato recuperato un tablet con a bordo un’applicazione dedicata al volo: potrebbe rivelarsi utile per la ricostruzione dei minuti precedenti allo schianto.
Indagine e autopsie disposte
La procura ha disposto l’autopsia sui corpi di Muci e Gabbi per accertare eventuali malori o altre cause che potrebbero aver contribuito all’incidente. Intanto, è stata sequestrata tutta la documentazione relativa al Piper, per analizzare lo stato del mezzo al momento dell’acquisto. Le indagini si concentrano sia sulle condizioni tecniche del velivolo, sia sull’eventuale responsabilità legata alla vendita e manutenzione dell’aereo.
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