Giovedì 3 aprile, la sede centrale del liceo Righi, in via Campania, è stata teatro di una serie di proteste che hanno portato all’intervento di tre volanti della polizia. La dirigente scolastica, Giulia Orsini, ha descritto la giornata come “particolarmente pesante” in una lettera inviata a genitori e studenti, facendo il punto su quanto accaduto durante quelle ore turbolente.
Le proteste: femminicidi e “contro l’autoritarismo”
Tutto ha avuto inizio intorno alle 9:50, quando nella sede principale e nella succursale di via Boncompagni sono state organizzate due manifestazioni parallele. La protesta a via Boncompagni aveva lo scopo di sensibilizzare sul tema dei femminicidi, in seguito alla tragica morte di Ilaria Sula, una studentessa di 22 anni uccisa dall’ex compagno.
Nel frattempo, in via Campania, un gruppo di studenti ha dato vita a una protesta contro la preside, accusata di autoritarismo. La manifestazione è iniziata al terzo piano dell’edificio e si è estesa per circa un’ora. Successivamente, un corteo con striscioni e slogan ha raggiunto l’area adiacente alla Presidenza, interrompendo le normali attività scolastiche e provocando il disordine negli uffici di segreteria. Gli studenti hanno anche occupato l’aula magna, costringendo la scuola a restare in una situazione di blocco fino alle 14:10.
La tensione sale e arriva la polizia
La dirigente Orsini ha definito l’atteggiamento degli studenti come “aggressivo”, sottolineando che le manifestazioni non erano state autorizzate. In seguito agli episodi di disturbo, la preside ha deciso di chiamare la polizia. Tre volanti sono intervenute per riportare l’ordine. Nel frattempo, il personale scolastico, tra cui dieci persone dell’Ufficio di segreteria, si è trovato chiuso a chiave nei propri uffici. La preside ha descritto la situazione come “angosciante”, evidenziando che i ripetuti colpi alla porta degli uffici hanno causato paura tra il personale, facendo crescere l’ansia all’interno dell’istituto.
Le cause delle proteste: il recupero dei debiti formativi
Al centro delle tensioni tra studenti e dirigente c’è una questione che riguarda il calendario scolastico: la decisione di anticipare il recupero dei debiti formativi a luglio invece che a settembre, una misura che è stata votata dal consiglio dei docenti. Questo provvedimento ha scatenato il malcontento di una parte degli studenti, che hanno visto nella decisione un atto di ingiustizia.
Conseguenze per gli studenti
Nel suo messaggio, la preside ha chiarito che gli studenti coinvolti nella protesta devono giustificare le loro assenze. Inoltre, ha sottolineato che il rispetto delle regole è fondamentale per il funzionamento di una scuola democratica e ha invitato i genitori a sensibilizzare i figli su questo aspetto. La dirigente ha anche annunciato che nel prossimo consiglio dei docenti si discuteranno le conseguenze per gli studenti che hanno preso parte alla manifestazione, ipotizzando misure come “lavori socialmente utili”, tra cui il rimbiancamento delle pareti perimetrali dell’edificio.
Prossime azioni degli studenti: un collettivo e uno sciopero
Nonostante le reazioni della preside, gli studenti non si sono fatti scoraggiare. Un collettivo ha annunciato per venerdì 4 aprile una discussione pubblica su quanto accaduto a scuola, che si terrà a Villa Borghese. Inoltre, i ragazzi hanno già messo in programma altre iniziative di protesta, come lo sciopero contro la preside organizzato lo scorso 31 ottobre dal collettivo Ludus Righi.
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