La proposta di anticipare il divieto di vendita di bevande alcoliche in alcune zone di Roma, avanzata dai Municipi II e III, è stata bocciata dal Campidoglio. La modifica al regolamento di polizia urbana, che prevedeva l’anticipo del limite orario per la somministrazione di alcolici a mezzanotte durante la settimana e all’1 di notte nel weekend, ha incontrato un muro all’interno del Consiglio Comunale.
La richiesta, che aveva già ottenuto il via libera dai municipi rispettivamente a ottobre 2025 e marzo 2026, è stata presentata alle commissioni Statuto e Ambiente di Roma Capitale. Tuttavia, il progetto è stato fermato dalla maggioranza in assemblea che ha chiesto di ritirare le istanze. Tra le motivazioni principali c’è la mancanza di indicazioni tecniche e il rischio di creare disparità tra le diverse zone della capitale, con alcune che potrebbero essere penalizzate rispetto ad altre, creando problemi di concorrenza per le attività commerciali.
I dettagli del progetto sono stati presentati dalla presidente della commissione Ambiente del Municipio III, Simona Sortino, che ha sottolineato le problematiche legate alla frammentazione tra i Municipi. Limitare la vendita di alcolici solo in alcune aree della città potrebbe causare difficoltà economiche alle attività commerciali locali, portando anche a possibili ricorsi legali. Il rischio di dover affrontare la questione nei tribunali amministrativi ha spinto il Campidoglio a fare un passo indietro.
Cosa prevedevano le modifiche al regolamento
Le modifiche proposte avrebbero riguardato due articoli del regolamento di polizia urbana: l’articolo 14, che disciplina il decoro e la vivibilità, e l’articolo 28, che regola la vendita e il consumo di alcolici e superalcolici, sia per asporto che al dettaglio. Le modifiche erano destinate a zone specifiche della città, come Sempione-Città Giardino, Montesacro, e San Lorenzo, aree particolarmente frequentate dalla movida notturna.
Con il blocco del Campidoglio, il futuro di queste modifiche rimane incerto, e la questione potrebbe essere riesaminata in futuro, tenendo conto delle difficoltà politiche e tecniche emerse.
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