Un’operazione condotta dalla Capitaneria di Porto di Roma Fiumicino ha portato al sequestro di 5.184 chili di prodotti ittici in un esercizio commerciale della zona nord-est di Roma. I controlli hanno rivelato che il pesce, pronto per la vendita all’ingrosso, non solo mancava della necessaria documentazione di tracciabilità, ma in alcuni casi risultava anche scaduto da mesi, con scadenze risalenti al 2024. Tra i prodotti sequestrati, c’erano gamberi, totani, polpi e, in due casi, anche tonno rosso.
Pesce privo di tracciabilità e a rischio per la salute dei consumatori
Durante l’ispezione, gli investigatori hanno riscontrato che una parte significativa della merce non aveva alcuna documentazione che ne certificasse l’origine e la provenienza, una violazione grave delle normative sanitarie e di sicurezza alimentare. Inoltre, 40 chili di pesce sfilettato erano già scaduti, una circostanza che avrebbe potuto comportare rischi significativi per la salute dei consumatori.
Sequestro e multe per l’esercizio commerciale
Oltre al sequestro della merce, l’azienda è stata multata con sanzioni amministrative per un valore che supera gli 11mila euro. L’intervento, che si inserisce in un’operazione di controllo mirata alla sicurezza alimentare, è stato coordinato dal Centro Controllo Area Pesca di Civitavecchia, con la collaborazione della Guardia Costiera.
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