Centri massaggi a Roma, controlli tra prostituzione e lavoro irregolare

Tra I e VII Municipio scattano sequestri e chiusure: nel mirino attività non a norma, lavoratrici in nero e favori alla prostituzione

Serranda negozio, chiusura

A Roma proseguono i controlli su diverse attività del settore benessere e massaggi, con un’operazione mirata che ha coinvolto strutture tra il I e il VII Municipio. L’intervento è stato condotto dai Carabinieri della Compagnia Piazza Dante, insieme al Gruppo Tutela Lavoro e alla Polizia Locale di Roma Capitale, su disposizione della Procura della Repubblica.

Il blitz nei centri massaggi

Le verifiche hanno fatto emergere un quadro complesso, con irregolarità amministrative e possibili violazioni penali in più strutture. L’attività di controllo si è concentrata su centri massaggi e centri benessere distribuiti in diverse zone della Capitale, con l’obiettivo di verificare la regolarità delle autorizzazioni e delle condizioni di lavoro.

Il caso di via Panisperna a Monti

Al centro dell’indagine si trova un’attività situata in Via Panisperna, nel rione Monti. Qui una donna cinese di 50 anni, titolare del centro, è stata denunciata a piede libero con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso osservazioni e testimonianze, all’interno della struttura sarebbero state proposte prestazioni sessuali a pagamento. Al termine degli accertamenti, i militari hanno disposto il sequestro dei locali, interrompendo l’attività.

Lavoro irregolare e sospensione delle attività

I controlli si sono estesi anche al quartiere Appio-Latino, dove in un altro centro benessere un uomo di 55 anni è stato denunciato dopo che è stata accertata la presenza di un dipendente impiegato senza regolare contratto. Per la struttura è scattata la sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.

Le altre strutture controllate

Le verifiche hanno riguardato anche tre ulteriori centri situati in Via Belisario, Via Raffaele Cadorna e Viale Carlo Felice, tutti gestiti da cittadine straniere. Dagli accertamenti sono emerse diverse irregolarità legate al mancato rispetto della normativa di settore, tra cui l’assenza dei titoli autorizzativi necessari per svolgere l’attività estetica, la mancanza della figura del responsabile tecnico obbligatorio e l’impiego di personale privo delle qualifiche professionali richieste.

Redazione

Seguici su

Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Polizia scientifica
Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato scoperto dal proprietario del terreno. La...
a politica italiana perde una delle sue figure più rappresentative: protagonista di decenni di battaglie...
banda della panda, acqua bollente, anzio, codice della strada
L’uomo ha perso il controllo dell’auto in viale delle Medaglie d’Oro, urtando un’altra vettura e...

Altre notizie

Altre notizie