Centinaia di persone si sono radunate lunedì sera davanti al Teatro dell’Opera di Roma, a pochi passi dal Viminale, per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir, il 43enne morto domenica durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro di Bologna.
Il presidio, convocato da Mediterranea, ha visto la partecipazione di numerose realtà associative e sindacali, tra cui la Rete degli Studenti Medi del Lazio, l’Unione degli Universitari di Roma e la Cgil di Roma e Lazio. In contemporanea, a Bologna si è svolto un corteo per ricordare l’uomo.
La morte durante l’intervento della polizia
Abderrahim Fakir, originario del Marocco e residente da oltre sette anni a Borgonuovo di Sasso Marconi, lavorava come facchino.
Secondo quanto ricostruito finora, gli agenti delle Volanti erano intervenuti dopo la segnalazione di alcuni residenti che riferivano di un uomo in stato di agitazione. Durante le fasi dell’intervento, Fakir è stato immobilizzato e ammanettato. Successivamente ha perso conoscenza ed è deceduto. Sulla vicenda sono in corso gli accertamenti della magistratura per chiarire le cause della morte.
Gli slogan e le foto esposte in piazza
Nel corso della manifestazione i partecipanti hanno scandito più volte «Vogliamo la verità», esponendo fotografie di George Floyd, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Gabriele Sandri, Carlo Giuliani e dello stesso Abderrahim Fakir.
Tra gli slogan pronunciati anche «Tutti uccisi nelle mani dello Stato» e «Assassini», rivolto alle forze dell’ordine schierate a presidio dell’area.
Presidio concluso senza tensioni
La manifestazione si è conclusa intorno alle 21.15 nei pressi della stazione Termini.
Non si sono registrati incidenti né momenti di particolare tensione durante lo svolgimento dell’iniziativa, mentre proseguono le indagini della Procura di Bologna per accertare quanto accaduto durante l’intervento di polizia.
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