È stata aperta un’indagine sulla morte del bambino di 5 anni deceduto mercoledì mattina mentre partecipava a un centro estivo a Monterotondo, comune della provincia nord di Roma. La procura di Tivoli ha ipotizzato il reato di omicidio colposo e ha iscritto tre persone nel registro degli indagati.
La tragedia si è consumata all’interno della piscina dello Stadio del Nuoto Paolo Roghi, in via della Fonte 6, dove il piccolo si trovava insieme ad altri bambini iscritti alle attività estive. Dopo l’accaduto, la struttura è stata posta sotto sequestro per consentire lo svolgimento degli accertamenti.
Aperto un fascicolo dalla procura di Tivoli
Il procuratore capo del tribunale di Tivoli, Andrea Calice, ha comunicato l’apertura del procedimento nei confronti di tre soggetti per l’ipotesi di reato prevista dall’articolo 589 del codice penale, relativo all’omicidio colposo.
Gli investigatori stanno lavorando per individuare eventuali responsabilità legate alla sicurezza degli utenti della struttura e alla corretta gestione delle attività all’interno del centro estivo. L’inchiesta dovrà chiarire tutti gli aspetti della vicenda, compresi i controlli previsti, le modalità di sorveglianza dei bambini e il rispetto delle norme di sicurezza.
Le indagini dei carabinieri
Le verifiche sono affidate ai carabinieri della compagnia e della stazione di Monterotondo, coordinati dalla procura di Tivoli. I militari stanno effettuando rilievi e acquisendo elementi utili per ricostruire con precisione la dinamica della morte.
Tra gli accertamenti previsti ci sono anche quelli medico-legali, necessari per stabilire le cause del decesso del bambino. Gli investigatori stanno inoltre cercando di identificare tutte le persone che avevano compiti di responsabilità nella gestione della struttura e nella tutela dei partecipanti al centro estivo.
Il malore in piscina e i soccorsi
Secondo una prima ricostruzione, il bambino si trovava nella piscina esterna del centro estivo insieme a circa quindici coetanei quando avrebbe accusato un malore.
I soccorsi sono scattati immediatamente. Il personale presente ha avviato le manovre di rianimazione, supportato anche dall’intervento dell’elisoccorso. Nonostante i tentativi di salvarlo, però, per il piccolo non è stato possibile fare nulla: il bambino è morto prima del trasferimento in ospedale. I carabinieri hanno ascoltato diverse persone presenti al momento della tragedia per raccogliere testimonianze e ricostruire ogni fase dell’accaduto.
Gli accertamenti sulle condizioni di sicurezza
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è anche quella relativa all’utilizzo dei dispositivi di sicurezza previsti per i bambini della sua età.
Il piccolo si trovava in una piscina con acqua bassa, destinata ai bambini, e gli inquirenti stanno verificando se fossero presenti e utilizzati correttamente eventuali dispositivi obbligatori, come i braccioli. Si tratta comunque di uno degli aspetti ancora da chiarire nell’ambito dell’indagine. Ulteriori elementi potrebbero arrivare dall’analisi delle immagini registrate dalle telecamere presenti nell’area della piscina.
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