Un episodio di violenza nato da un sospetto e alimentato dal passaparola si è verificato durante il giorno di Ferragosto in uno stabilimento balneare di Ostia.
Un ragazzo di 20 anni di origini egiziane è stato circondato e aggredito da alcuni bagnanti dopo essere stato accusato di aver fotografato con il cellulare alcuni bambini presenti sulla spiaggia.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, però, l’accusa non avrebbe trovato conferme: il controllo dello smartphone del giovane non ha evidenziato immagini o video dei minori presenti sull’arenile.
Il precedente episodio di Nettuno
Un caso simile si era già verificato domenica 21 giugno in uno stabilimento attrezzato di Nettuno, in provincia di Roma.
In quella circostanza una bambina aveva raccontato alla madre che un uomo le avrebbe abbassato il costume e scattato una fotografia. La notizia si era rapidamente diffusa tra i presenti, provocando la reazione di alcuni bagnanti che avevano bloccato un giovane bengalese.
A evitare conseguenze più gravi era intervenuto prima un agente in pensione, che aveva sottratto il ragazzo alla folla agitata, e successivamente i Carabinieri, che lo avevano accompagnato in caserma dopo averlo trovato vicino alla postazione del bagnino circondato dalle persone.
Gli accertamenti avevano poi dimostrato l’innocenza del giovane: quello che sembrava un caso di molestie ai danni di una minorenne si era rivelato una notizia infondata.
La tensione esplosa nello stabilimento di Ostia
L’episodio di Ostia è avvenuto nel pomeriggio di sabato 15 agosto, in uno stabilimento sul lungomare Paolo Toscanelli, particolarmente affollato per la giornata festiva.
A scatenare la reazione dei presenti sarebbe stata la voce secondo cui il ventenne stesse effettuando riprese nascoste di alcuni bambini in costume.
L’accusa si sarebbe diffusa rapidamente tra i bagnanti, fino a provocare l’intervento di un gruppo di persone che ha circondato il ragazzo.
Il pestaggio e l’intervento della Polizia Locale
La situazione è degenerata in pochi momenti. Il giovane è stato colpito con calci e pugni, mentre alcuni addetti dello stabilimento e i marinai di salvataggio cercavano di fermare l’aggressione.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del X gruppo Mare della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnati nei controlli sul litorale.
Gli operatori hanno raggiunto il ventenne, lo hanno allontanato dalla folla e lo hanno portato in sicurezza per identificarlo e ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Il controllo del telefono smentisce l’accusa
Durante le verifiche il cellulare del ragazzo è stato controllato dagli agenti. Non sono state trovate fotografie né registrazioni dei bambini presenti sulla spiaggia.
Dagli accertamenti sarebbe emerso invece che, poco prima dell’aggressione, il giovane stava effettuando una videochiamata.
Il ventenne, regolarmente soggiornante in Italia, è stato poi affidato ai sanitari e trasportato all’ospedale San Camillo di Roma per le lesioni riportate durante il pestaggio.
Le indagini per individuare gli aggressori
La Polizia Locale sta ora lavorando per identificare le persone coinvolte nell’aggressione.
Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e analizzando eventuali filmati disponibili per stabilire chi abbia materialmente colpito il ragazzo e ricostruire come sia nata e si sia diffusa l’accusa che ha portato al pestaggio.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.