Roma introduce una nuova fase nella gestione della sicurezza del centro storico partendo dal suo simbolo più conosciuto: il Colosseo. Dal 24 agosto è entrata in vigore una nuova zona a controllo rafforzato che interessa l’area archeologica centrale della Capitale e che resterà attiva per quattro mesi.
La misura, adottata dal prefetto di Roma, riguarda un territorio particolarmente frequentato da turisti, residenti e pendolari, comprendendo non soltanto il Colosseo ma anche i Fori Imperiali, il Colle Oppio e numerose strade circostanti. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e intervenire nei confronti di chi mette a rischio la sicurezza o la normale fruizione degli spazi pubblici.
Il provvedimento prevede infatti la possibilità di allontanare persone che, pur essendo state denunciate negli ultimi cinque anni per determinati reati, assumano nelle aree interessate comportamenti violenti, intimidatori o caratterizzati da molestie insistenti.
La decisione arriva dopo una serie di episodi che hanno aumentato l’attenzione delle autorità sulla situazione del centro storico romano. Tra gli eventi considerati più rilevanti c’è quello avvenuto il primo luglio, quando, dopo l’esplosione di alcuni fuochi d’artificio nella zona del Colosseo, un gruppo composto da circa cinquanta persone avrebbe opposto resistenza alle forze dell’ordine e provocato danni ai mezzi e agli strumenti degli operatori intervenuti.
Secondo la prefettura, quell’episodio ha rappresentato il momento più critico di un quadro già caratterizzato da fenomeni di degrado, episodi di violenza e reati predatori. Particolare attenzione è stata rivolta anche ai gruppi di giovani indicati nelle attività investigative come coinvolti in risse e comportamenti problematici.
Il nuovo perimetro di sicurezza è molto ampio e comprende alcuni dei luoghi più importanti della città. L’area include Piazza Venezia, via dei Fori Imperiali, via degli Annibaldi, via della Polveriera, Largo Brancaccio, via Merulana, via Mecenate, la Domus Aurea, Piazza del Colosseo, via Celio Vibenna, l’Arco di Costantino e il collegamento fino a Piazza del Campidoglio e via delle Tre Pile.
Si tratta di una zona sottoposta quotidianamente a una forte pressione turistica, con migliaia di persone che attraversano gli spazi attorno ai monumenti e utilizzano i collegamenti del trasporto pubblico. Nel provvedimento viene evidenziato anche il ruolo della nuova linea C della metropolitana, che ha migliorato i collegamenti tra il centro e quartieri periferici come Romanina e Casilino.
La stretta sulla sicurezza non riguarda però soltanto l’area archeologica centrale. La prefettura ha confermato per altri quattro mesi anche la zona a controllo rafforzato dell’Esquilino, comprendente il quartiere della stazione Termini, Piazza Vittorio, Santa Maria Maggiore e le vie limitrofe.
Diversamente, è stata revocata la precedente misura prevista nell’area di Valle Aurelia, dove si trovano importanti nodi della metropolitana come Battistini e Cornelia. La modifica è stata approvata durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 6 agosto, alla quale ha preso parte anche il procuratore della Repubblica di Roma.
Le persone interessate dal provvedimento sono soggetti già denunciati per specifiche categorie di reati, tra cui quelli contro la persona o il patrimonio, alcune fattispecie aggravate, spaccio di droga, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e determinati reati legati alle armi.
L’allontanamento potrà essere disposto quando tali soggetti, all’interno delle aree protette, adottino comportamenti che compromettono la sicurezza collettiva o impediscono una libera e tranquilla frequentazione degli spazi pubblici. La violazione dell’ordinanza potrà inoltre avere conseguenze anche sul piano penale.
La nuova strategia punta quindi a combinare maggiore controllo del territorio e strumenti di intervento immediato, concentrandosi su alcune delle zone più frequentate e delicate della Capitale.
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