Un gesto improvviso alla finestra ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri e portato all’arresto di Diego Piscitelli, 20 anni, romano e nipote di Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”. L’operazione si è svolta nella mattinata di domenica 30 agosto all’interno di una struttura di accoglienza situata nella zona di Borghesiana, nella periferia est di Roma.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, durante un controllo dei militari della stazione dei carabinieri di Tor Bella Monaca, il giovane avrebbe tentato di disfarsi di un involucro lanciandolo dalla finestra dell’alloggio. La busta bianca, però, è stata immediatamente recuperata dagli agenti appostati all’esterno dell’edificio, che hanno seguito la traiettoria del lancio e trovato al suo interno un panetto di hashish.
Il sequestro e le dosi stimate
Gli accertamenti successivi hanno permesso di stabilire che la sostanza sequestrata corrispondeva, secondo le valutazioni degli inquirenti, a circa 1.399 dosi medie giornaliere destinate al mercato dello spaccio. Piscitelli, che prima dell’arresto non aveva precedenti penali, è stato fermato in flagranza di reato. All’interno della stanza controllata dai militari erano presenti anche altri due ragazzi, risultati estranei alla detenzione della droga. L’ipotesi investigativa è che il giovane abbia cercato di allontanare lo stupefacente per evitare che venisse trovato durante il controllo.
Contanti, bustine e appunti: gli elementi dell’indagine
Dopo il ritrovamento dell’hashish, i carabinieri hanno proseguito con ulteriori verifiche. Durante la perquisizione dell’automobile utilizzata dal ventenne sono stati trovati 170 euro in contanti suddivisi in banconote di piccolo taglio, una somma ritenuta dagli investigatori compatibile con una possibile attività di vendita al dettaglio.
Ulteriori elementi sarebbero emersi dalla perquisizione della camera da letto del giovane. In un cassetto del comodino sarebbero state trovate circa 150 bustine in cellophane trasparente ancora inutilizzate e alcuni fogli manoscritti con annotazioni relative a nomi, cifre e calcoli. Secondo l’accusa, questo materiale potrebbe indicare un’attività di spaccio non occasionale, con una gestione organizzata di quantità e contatti.
La decisione del tribunale
Lunedì scorso si è svolta davanti al Tribunale di Roma l’udienza di convalida dell’arresto. Assistito dal proprio avvocato, Piscitelli avrebbe contestato la riconducibilità degli appunti trovati nella stanza, sostenendo che quei fogli non fossero suoi.
Una versione che, secondo il giudice Paolo Emilio De Simone, sarebbe risultata in contrasto con gli elementi raccolti dai carabinieri. Il tribunale ha quindi accolto l’impostazione della procura, evidenziando il rischio di una possibile reiterazione di reati della stessa natura. Il giudice avrebbe inoltre sottolineato la presenza di elementi ritenuti indicativi di una presunta continuità nell’attività di spaccio.
Obbligo di firma in attesa del processo
Nonostante la convalida dell’arresto, al giovane sono state riconosciute le attenuanti legate alla giovane età. Il tribunale ha disposto la sua scarcerazione applicando però la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Piscitelli dovrà quindi recarsi tre volte alla settimana dai carabinieri in attesa del processo, che sarà celebrato con rito direttissimo. L’inchiesta prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e ricostruire l’eventuale rete di rapporti legata all’attività contestata al ventenne.
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