Monterotondo, blitz nei negozi: 3,5 tonnellate di frutta sequestrate e multe salate

Controlli straordinari della Polizia di Stato e degli altri enti competenti: scoperti lavoratori in nero, irregolarità fiscali e violazioni delle norme igienico-sanitarie. Sanzioni per oltre 30mila euro

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Un negozio chiuso, una seconda attività sospesa e oltre 3.500 chilogrammi di prodotti ortofrutticoli sequestrati. È il risultato di un’operazione straordinaria condotta a Monterotondo, dove le verifiche delle forze dell’ordine hanno fatto emergere numerose irregolarità nella gestione di alcune attività commerciali. Il bilancio comprende anche sanzioni amministrative superiori a 30mila euro, tre lavoratori risultati privi di regolare contratto e ulteriori prodotti alimentari ritirati dal commercio per problemi legati alla tracciabilità.

Controlli a Monterotondo, scatta la chiusura di un negozio

L’intervento è stato coordinato dagli agenti del III Distretto Fidene-Serpentara della Polizia di Stato, con il coinvolgimento della Guardia di Finanza, della Polizia Locale e del personale sanitario della ASL Roma 5. L’attività ispettiva ha interessato diversi esercizi commerciali del territorio di Monterotondo, con particolare attenzione al rispetto delle disposizioni amministrative, fiscali e igienico-sanitarie previste per la vendita di prodotti alimentari. Le irregolarità più rilevanti sono state riscontrate all’interno di un punto vendita di frutta e verdura inaugurato soltanto pochi mesi prima, che operava senza alcuni dei requisiti fondamentali richiesti dalla normativa.

Attività senza autorizzazioni e tre lavoratori in nero

Gli accertamenti hanno permesso di verificare che il negozio esercitava la propria attività in totale assenza della SCIA, la Segnalazione certificata di inizio attività necessaria per avviare regolarmente un esercizio commerciale. A questa violazione si sono aggiunte diverse anomalie di carattere fiscale. In particolare, i controlli hanno evidenziato irregolarità relative al registratore telematico e alla mancata emissione degli scontrini, elementi che hanno ulteriormente aggravato la posizione dell’attività.

Durante l’ispezione, gli operatori hanno inoltre individuato tre persone impegnate nell’esercizio commerciale senza un regolare contratto di assunzione. Una circostanza che ha fatto emergere ulteriori violazioni delle disposizioni in materia di lavoro. Il quadro delle irregolarità accertate ha determinato l’adozione di provvedimenti immediati nei confronti del punto vendita, che non ha potuto proseguire la propria attività.

Sequestrate 3,5 tonnellate di frutta e verdura

Le violazioni delle disposizioni contenute nella legge regionale del Lazio che disciplina le attività commerciali hanno portato al sequestro amministrativo di un ingente quantitativo di merce. Complessivamente, gli operatori hanno sottoposto a sequestro circa tre tonnellate e mezza di prodotti ortofrutticoli, presenti all’interno dell’esercizio e destinati alla commercializzazione.

Contestualmente è stata disposta la chiusura immediata del negozio, impedendo la prosecuzione delle vendite in assenza delle condizioni previste dalla normativa vigente. Il provvedimento rappresenta uno degli interventi più significativi emersi durante il servizio straordinario, sia per la quantità di prodotti coinvolti sia per il numero delle violazioni amministrative e fiscali contestate.

Sospesa una seconda attività commerciale

Le verifiche non si sono limitate al punto vendita di ortofrutta. Gli accertamenti sono stati estesi ad altri esercizi della zona e hanno portato alla sospensione temporanea di una seconda attività commerciale, dove sono state riscontrate ulteriori criticità.

Tra le contestazioni figurano carenze nella documentazione autorizzativa e la mancata applicazione delle procedure previste dal piano di autocontrollo HACCP, lo strumento utilizzato per individuare e gestire i rischi connessi alla sicurezza degli alimenti.

Gli ispettori hanno inoltre rilevato l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), obbligatorio per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei casi previsti dalla legge. A completare il quadro delle violazioni è stata la presenza di un impianto di videosorveglianza privo delle necessarie autorizzazioni, ulteriore elemento emerso nel corso delle verifiche.

Alimenti senza tracciabilità destinati alla distruzione

Nel secondo esercizio controllato, l’attività ispettiva ha interessato anche la provenienza e la documentazione dei prodotti alimentari disponibili per la vendita. Gli operatori hanno individuato 14 chilogrammi di alimenti privi della documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità, requisito fondamentale per ricostruire il percorso dei prodotti lungo la filiera alimentare.

La merce è stata quindi ritirata dal commercio e destinata alla distruzione, in applicazione delle disposizioni previste per i prodotti non conformi agli obblighi di tracciabilità. La mancanza di queste informazioni costituisce una violazione delle norme sulla sicurezza alimentare, che impongono agli operatori del settore di poter documentare la provenienza degli alimenti commercializzati. Al termine delle attività ispettive, il valore complessivo delle sanzioni elevate ha superato i 30mila euro, a fronte delle numerose irregolarità riscontrate nei diversi esercizi commerciali.

Redazione

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