Omicidio Diabolik, niente libertà per i presunti mandanti: il boss Senese resta in carcere

Il Tribunale del Riesame respinge i ricorsi delle difese e conferma le misure cautelari per quattro indagati. Al centro dell'inchiesta della Dda di Roma, gli equilibri del narcotraffico e la presunta decisione di eliminare Fabrizio Piscitelli

diabolik

Nessuna scarcerazione per i quattro uomini accusati di aver avuto un ruolo nell’organizzazione dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, conosciuto come “Diabolik”, ucciso a Roma nell’estate del 2019. Il Tribunale del Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere per Michele Senese, Leandro Bennato, Alessandro Capriotti ed Elvis Demce, respingendo le richieste avanzate dai rispettivi legali. Una decisione che lascia invariato il quadro delle misure restrittive disposte nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale.

Il provvedimento riguarda uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti legati agli equilibri della criminalità organizzata romana e al controllo del traffico di stupefacenti. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’eliminazione di Piscitelli sarebbe stata pianificata all’interno di un contesto segnato da rivalità, interessi economici e contrasti tra gruppi criminali. Le responsabilità dei singoli indagati restano oggetto di accertamento giudiziario.

Il Riesame conferma il carcere per Senese e gli altri indagati

La decisione dei giudici arriva dopo l’esame delle istanze presentate dalle difese contro l’ordinanza di custodia cautelare firmata il 9 settembre dal giudice per le indagini preliminari Livio Sabatini, su richiesta della Procura di Roma. Il Tribunale del Riesame ha respinto le impugnazioni, mantenendo le misure disposte nei confronti dei quattro indagati, ritenuti dall’accusa coinvolti a vario titolo nella pianificazione dell’agguato.

Le indagini, sviluppate dai carabinieri del Nucleo Investigativo e dagli agenti della Squadra Mobile, hanno ricostruito i presunti rapporti tra gli esponenti dei gruppi criminali interessati dalla vicenda. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di un omicidio premeditato, aggravato dal metodo mafioso e finalizzato, secondo l’accusa, a favorire gli interessi del clan riconducibile a Michele Senese.

L’omicidio al parco degli Acquedotti e il movente legato alla droga

Il delitto risale al 7 agosto 2019, quando Fabrizio Piscitelli venne assassinato all’interno del parco degli Acquedotti, nella Capitale. La morte dell’uomo, conosciuto negli ambienti ultras laziali e della criminalità romana con il soprannome di “Diabolik”, è stata al centro di una complessa attività investigativa volta a individuare non soltanto gli esecutori materiali, ma anche gli eventuali mandanti e organizzatori.

Nella ricostruzione della Dda, il movente dell’omicidio sarebbe collegato alla gestione del narcotraffico e alla necessità di ristabilire determinati equilibri criminali. L’eliminazione di Piscitelli avrebbe rappresentato, secondo questa ipotesi, un intervento volto a riaffermare il controllo su attività illecite che stavano generando tensioni tra soggetti legati a differenti organizzazioni operanti sul territorio romano.

Il ruolo attribuito a Michele Senese nella decisione di uccidere Diabolik

Una posizione centrale nell’impianto accusatorio viene attribuita a Michele Senese, indicato dagli investigatori come il presunto mandante di vertice dell’omicidio. Secondo gli inquirenti, il boss avrebbe preventivamente autorizzato l’eliminazione di Piscitelli, fornendo il proprio assenso a un’azione maturata nell’ambito delle dinamiche interne al traffico di sostanze stupefacenti.

La decisione sarebbe stata collegata anche alla condotta di un affiliato che, insieme a Fabrizio Fabietti, avrebbe acquisito una crescente autonomia nella gestione degli affari illeciti. Una situazione che, secondo la prospettazione investigativa, avrebbe alimentato contrasti con il gruppo criminale di riferimento, fino a contribuire alla maturazione del presunto progetto omicidiario.

Al centro delle tensioni sarebbero finite anche le somme di denaro corrisposte periodicamente all’organizzazione. Gli investigatori hanno ricostruito versamenti compresi tra 2.000 e 3.000 euro al mese, importi che sarebbero stati giudicati insufficienti rispetto al volume d’affari generato dalle attività di narcotraffico. Questo squilibrio economico avrebbe contribuito ad aggravare i rapporti tra i soggetti coinvolti.

La guerra per il narcotraffico e le tensioni tra i gruppi criminali

L’inchiesta ha fatto emergere un contesto caratterizzato da contrapposizioni tra la fazione riconducibile a Elvis Demce e il gruppo legato a Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, quest’ultimo ritenuto operativo nell’orbita del clan Senese. Gli investigatori hanno esaminato i rapporti tra queste realtà criminali per ricostruire le dinamiche che avrebbero preceduto la decisione di uccidere Piscitelli.

Nell’ambito di questo filone investigativo, Giuseppe Molisso risulta soltanto indagato, mentre le misure cautelari confermate dal Riesame riguardano Senese, Bennato, Capriotti e Demce. Le posizioni processuali dei diversi soggetti restano pertanto distinte, così come i ruoli che la Procura ritiene di poter attribuire a ciascuno nella vicenda.

Secondo la ricostruzione accusatoria, la gestione delle piazze di spaccio e dei relativi profitti avrebbe costituito uno degli elementi centrali delle rivalità tra le organizzazioni. In questo scenario, l’omicidio di Diabolik viene interpretato dagli inquirenti come un delitto inserito in una più ampia strategia di controllo criminale, con l’obiettivo di tutelare gli interessi economici e l’influenza del gruppo dominante.

Redazione

Seguici su

Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

tentata rapina Umberto I, Ubriaco armato machete e ascia, carabinieri
Possibile svolta nelle indagini sulle aggressioni tra Monteverde e Testaccio. Una minicar nera denunciata come...
IT Wallet, carta d'identità
Un controllo stradale a Casal Palocco ha fatto emergere le anomalie del documento elettronico esibito...
latinos, arrestato, banca, serpentara, aartsen, tragedia, Rapina Eurospin Selva Candida, Spari con carabina Castelli Romani, Polizia, uomo morto, rapina, sparatoria Borghesiana, furto con spaccata, Albergo abusivo Termini
Controlli straordinari della Polizia di Stato e degli altri enti competenti: scoperti lavoratori in nero,...

Altre notizie

Altre notizie