Indagini sul femminicidio di Ilaria Sula: Marc Samson potrebbe non essere stato solo

L'inchiesta continua, con nuovi sviluppi e possibili coinvolgimenti di amici e familiari nel caso del femminicidio di Ilaria Sula

Samson

Le indagini sul femminicidio di Ilaria Sula, tragicamente avvenuto nei primi giorni di aprile, continuano a suscitare interrogativi. Marc Samson, il principale sospettato, potrebbe non essere stato l’unico coinvolto nell’omicidio della 23enne. Oltre alla madre del ragazzo, già indagata per occultamento di cadavere, emergono nuove piste che indicano la possibile partecipazione di altre persone, tra cui due amici del giovane. Tuttavia, il ruolo di questi ultimi non è ancora stato chiarito.

Indagini su possibili complici

Secondo quanto riportato nell’ordinanza di convalida dell’arresto di Marc Samson, redatta dal gip Annalisa Minnuni, la versione fornita dal 23enne riguardo gli eventi non risulta convincente, anche a causa delle circostanze che coinvolgono i suoi genitori e altre terze persone. In particolare, Samson ha ammesso di aver inviato dei messaggi alle amiche e al padre di Ilaria, ma si è rifiutato di rispondere circa la paternità di un messaggio pubblicato dal profilo Instagram della vittima il 31 marzo 2025, che recitava: “Sto bene. Grazie a tutti”. Questo messaggio, che appariva come una comunicazione rassicurante, è al centro dei sospetti degli investigatori.

I sospetti sui due amici di Marc Samson

I fari si sono ora concentrati su due amici di Marc Samson, entrambi romani di seconda generazione, di età compresa tra i 22 e i 23 anni. Sebbene non siano attualmente indagati, i loro nomi sono citati nell’ordinanza cautelare. Gli accertamenti nelle banche dati delle forze di polizia hanno rivelato che il 23enne è stato controllato insieme a questi due individui in più occasioni, tra cui una particolare circostanza avvenuta nella notte del 1° aprile 2025, quando, alle 3 del mattino, è stato trovato in loro compagnia in via Accademia degli Agiati, un’area compatibile con la copertura delle celle telefoniche.

Il possibile uso del cellulare di Ilaria da parte di altri

Una delle domande cruciali sollevate nelle indagini riguarda l’uso del cellulare di Ilaria. Si sospetta che, oltre a Marc Samson, anche le altre persone coinvolte potrebbero aver avuto accesso al telefono della vittima, utilizzandolo per compiere depistaggi. Questo scenario è preso in considerazione anche in relazione alla localizzazione del cellulare in diverse zone della città, un aspetto che sarà oggetto di esame durante le operazioni peritali sui dispositivi sequestrati. L’indagine comprenderà, infatti, l’analisi non solo del cellulare della vittima, ma anche del tablet, del computer di Ilaria e del telefono di Marc Samson.

Gli sviluppi delle perizie e gli accertamenti in corso

L’esame dei dispositivi, richiesto dalla procura di Roma, inizierà oggi, e i risultati sono attesi nelle prossime settimane. La famiglia di Ilaria ha nominato un proprio consulente che assisterà durante le operazioni peritali. Nel frattempo, la polizia eseguirà un nuovo sopralluogo nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, il terzo in pochi giorni, per raccogliere ulteriori prove. Nonostante la difesa di Marc Samson stia valutando un ricorso al tribunale del Riesame di Roma per l’arresto del 23enne, le indagini continuano a fare luce su un caso che sembra sempre più complesso.

Redazione

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