Guerriglia al Circo Massimo: condanne agli ultrà neofascisti

Ridotte in Appello le pene per gli scontri del 2020

fascisti

Condanne confermate ma pene ridotte per sette ultrà e militanti dell’estrema destra coinvolti negli scontri avvenuti il 6 giugno 2020 al Circo Massimo durante la manifestazione organizzata dal movimento “Ragazzi d’Italia”.

La Corte d’Appello ha rideterminato le condanne portando il totale da sedici a quattordici anni di carcere complessivi, con pene comprese tra sei mesi e due anni e mezzo. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e lancio di artifizi pirotecnici.

La protesta contro le misure anti Covid

La manifestazione era nata come protesta contro le restrizioni anti Covid introdotte dal governo. Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenza di primo grado, l’evento aveva attirato “i principali raggruppamenti delle tifoserie oltranziste nazionali” insieme a militanti di organizzazioni neofasciste, tra cui Forza Nuova.

Nel pomeriggio la situazione degenerò rapidamente. Tra cori come “Duce! Duce!” e slogan contro l’Europa, la politica e i giornalisti, si verificarono aggressioni ai danni delle forze dell’ordine e di alcuni cronisti presenti. Secondo i giudici, furono messe in atto vere e proprie “tecniche di guerriglia da stadio”, con azioni violente coordinate attraverso il lancio di pietre, bastoni, vasi e bombe carta.

Coinvolti esponenti delle curve ultras

Tra i condannati figura Andrea Laudisa, ex appartenente agli Irriducibili, la cui pena è stata ridotta da 2 anni e 11 mesi a 2 anni e 4 mesi. Gli Irriducibili erano stati storicamente guidati da Fabrizio Piscitelli, ucciso nel 2019 al Parco degli Acquedotti. Riduzione di pena anche per Francesco Cancedda, passato da 3 anni e 4 mesi a 2 anni e 6 mesi.

Tra gli imputati anche Carlo Ravastini, vicino ai Boys Inter, e Giustino Zecconi, legato al gruppo ultras napoletano vicino a CasaPound. Coinvolto anche Luca Giovannetti, proveniente dall’Emilia-Romagna. Presente quel giorno anche Fabio Corradetti, figlio della compagna del leader di Forza Nuova Giuliano Castellino, la cui posizione processuale è stata separata.

Il bilancio degli scontri parlava di diversi feriti tra agenti e giornalisti, con traumi, contusioni, distorsioni ed ematomi. Nel processo si era costituita parte civile anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, assistita dall’avvocato Giulio Vasaturo. Dopo la sentenza di secondo grado, il legale Marco Bottaro ha espresso soddisfazione per la riduzione delle pene, mentre resta ora atteso il giudizio della Cassazione.

Redazione

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