Roma accelera sulla modernizzazione del trasporto pubblico, con l’arrivo dei primi 10 tram Urbos dei 121 previsti dal piano di potenziamento della rete tranviaria. I nuovi mezzi, consegnati tra la notte del 27 e 28 giugno, rappresentano un tassello importante del programma finanziato dal Pnrr, ma la vera sfida si gioca ancora sul fronte infrastrutturale, in particolare sulla realizzazione della tranvia Togliatti.
La fornitura rientra in un investimento complessivo da circa 120 milioni di euro e si inserisce nel più ampio progetto di “cura del ferro” della Capitale. Dopo una fase di accelerazione nelle consegne, l’obiettivo è arrivare a 20 tram entro la fine del 2026, mentre l’intera flotta dovrà progressivamente entrare in servizio una volta completati gli adeguamenti tecnici della rete elettrica.
Un nodo cruciale riguarda infatti le sottostazioni elettriche e la messa in esercizio della rete, interventi necessari prima della circolazione dei nuovi convogli. Per questo motivo, è prevista una sospensione temporanea di alcune tratte durante i mesi estivi, così da consentire i lavori di adeguamento.
Parallelamente, resta centrale il dossier della tranvia Togliatti, considerata strategica anche per il rispetto delle scadenze europee legate al Pnrr. Il progetto prevede la realizzazione di circa 8 chilometri complessivi di nuova linea con 19 fermate, destinata a collegare nodi fondamentali del sistema metropolitano romano, tra cui la linea B a Ponte Mammolo, la FL2, la linea C a Parco di Centocelle e la linea A a Subaugusta.
Proprio su questo intervento si concentra la pressione maggiore: entro la scadenza fissata al 31 luglio dovranno essere completati almeno 5,6 chilometri di binari, condizione necessaria per evitare la perdita dei finanziamenti europei. Ad oggi, questa porzione dell’opera non risulta ancora ultimata, rendendo la fase finale del cantiere particolarmente delicata.
Il progetto originario, che prevedeva la realizzazione della tranvia Termini–Vaticano–Aurelio, è stato successivamente rimodulato a favore della linea Togliatti e dell’acquisto dei nuovi tram, a causa delle difficoltà tecniche dell’intervento iniziale. Una scelta che ha permesso di salvaguardare le risorse, ma che oggi richiede il rispetto rigoroso delle nuove milestone europee.
La situazione di Roma non è isolata: anche altre città italiane risultano in ritardo su diverse opere finanziate dal Pnrr. Per questo motivo, è stata concessa una proroga tecnica fino al 31 luglio 2026, utile a completare i lavori e consentire la successiva rendicontazione entro agosto.
Durante un’audizione in commissione Mobilità, il direttore dell’ufficio tranvie del Campidoglio, Fabio Pellegrini, ha confermato che i lavori stanno proseguendo secondo programma e che l’obiettivo resta quello di chiudere il tratto finanziato dal Pnrr entro la nuova scadenza. L’intera tranvia, invece, dovrebbe essere completata entro fine anno, con il collegamento fino a Subaugusta.
Il tema centrale resta quindi il rispetto dei tempi, in un equilibrio complesso tra consegne dei mezzi, realizzazione delle infrastrutture e necessità di garantire la piena operatività del sistema. La Capitale si trova così in una fase decisiva per il futuro della mobilità urbana, con il Pnrr che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una sfida di esecuzione.
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