Banda della microcar, possibile svolta: un’auto rubata può incastrare gli aggressori

Possibile svolta nelle indagini sulle aggressioni tra Monteverde e Testaccio. Una minicar nera denunciata come rubata potrebbe essere quella utilizzata per colpire almeno sei persone

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Una microcar nera denunciata come rubata potrebbe rappresentare la chiave per identificare i responsabili della serie di violente aggressioni avvenute a Roma tra Monteverde Vecchio e Testaccio. Gli investigatori stanno approfondendo una nuova pista che potrebbe consentire di risalire ai due giovani sospettati di aver seminato il panico nelle strade della Capitale durante le serate del 4 e 5 ottobre. Almeno sei le persone aggredite, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire gli spostamenti della vettura e individuare chi si trovasse a bordo.

Tra le vittime figura anche l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo, dove i medici mantengono la prognosi riservata. Le sue condizioni vengono descritte come gravi ma stabili. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, procede per tentato omicidio e al momento è ancora contro ignoti, nonostante gli elementi raccolti stiano indirizzando l’attenzione degli investigatori verso due ragazzi di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

La denuncia di furto che potrebbe cambiare le indagini

Il nuovo sviluppo investigativo ruota attorno a una denuncia presentata il 9 ottobre da un uomo che ha segnalato il furto della propria minicar nera. Un particolare che non è passato inosservato agli inquirenti, dal momento che il modello e il colore del veicolo corrisponderebbero alle descrizioni fornite dalle persone aggredite e dai testimoni che hanno assistito agli episodi di violenza.

Gli accertamenti dovranno innanzitutto stabilire quando sia stata effettivamente sottratta la vettura e se il furto possa essere collegato temporalmente alle aggressioni avvenute alcuni giorni prima. Gli investigatori stanno inoltre verificando se il mezzo fosse utilizzato abitualmente anche da altri componenti della famiglia del proprietario, un elemento che potrebbe contribuire a chiarire chi ne avesse la disponibilità nei giorni interessati dall’inchiesta.

La corrispondenza tra le caratteristiche dell’auto rubata e quelle della microcar segnalata durante gli assalti costituisce al momento soltanto una pista investigativa da verificare. Non è stato ancora accertato, infatti, che si tratti dello stesso veicolo utilizzato dai responsabili delle aggressioni.

Telecamere e cellulari, la caccia ai due sospettati

Uno degli ostacoli principali per gli investigatori riguarda la mancata identificazione della targa della microcar coinvolta negli episodi. Le testimonianze raccolte hanno permesso di individuare alcune caratteristiche della vettura, ma non sono ancora emersi elementi sufficienti per attribuire con certezza gli assalti a un mezzo specifico.

Per superare questa difficoltà, l’attenzione si concentra sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti a Monteverde e nelle zone circostanti. L’analisi dei filmati potrebbe consentire di ricostruire il percorso seguito dalla microcar nelle due serate, individuando eventuali punti di partenza, soste e direzioni di fuga dopo le aggressioni.

Parallelamente sono in corso approfondimenti sulle utenze telefoniche presenti nelle aree interessate dagli attacchi. Si tratta di verifiche particolarmente complesse, finalizzate a ricostruire gli spostamenti dei dispositivi cellulari nelle strade attraversate dalla vettura. L’incrocio tra i dati telefonici e le immagini delle telecamere potrebbe fornire nuovi elementi per individuare i responsabili.

Aggressioni a raffica, almeno sei persone colpite

La sequenza di violenze si è consumata tra il 4 e il 5 ottobre, quando almeno sei persone sarebbero state prese di mira da due individui che si spostavano a bordo di una piccola automobile scura. Gli episodi si sono verificati tra Monteverde Vecchio e Testaccio, alimentando preoccupazione tra i residenti e facendo scattare un’indagine per ricostruire quanto accaduto.

Nel fascicolo della Procura risultano attualmente almeno cinque denunce formali, alle quali si aggiungono gli elementi raccolti attraverso testimonianze e altri accertamenti. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se tutti gli episodi siano riconducibili agli stessi autori e di ricostruire con precisione la successione delle aggressioni avvenute nelle due serate.

L’ultima denuncia è stata presentata da un uomo di 67 anni, aggredito in via dei Quattro Venti. Secondo il suo racconto, una microcar con due persone a bordo lo avrebbe affiancato mentre si trovava in strada. Uno degli occupanti lo avrebbe quindi colpito al fianco utilizzando un tubo di plastica, prima di allontanarsi a bordo del veicolo.

L’attore Davide Iacopini ancora in terapia intensiva

Tra gli episodi più gravi figura quello che ha coinvolto Davide Iacopini, attore rimasto seriamente ferito durante la serie di aggressioni. L’uomo si trova tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma, dove viene costantemente monitorato dal personale sanitario.

Le sue condizioni restano gravi, sebbene stabili, e i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. La gravità delle conseguenze riportate dall’attore rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta, nell’ambito della quale la Procura procede per tentato omicidio.

Gli investigatori continuano a lavorare per individuare i responsabili e chiarire le circostanze degli assalti. L’attenzione rimane concentrata su due giovanissimi, indicativamente tra i 16 e i 20 anni, ma al momento non risultano identificazioni definitive e il procedimento resta formalmente a carico di ignoti.

Redazione

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