L’incendio a Monte Mario del 31 luglio ha lasciato una ferita aperta nel cuore di Roma, spingendo la procura ad avviare un’inchiesta per determinarne le cause. La comunità locale si è mobilitata per la riforestazione dell’area, con l’obiettivo di restituirla al suo splendore originario.
Il rogo
Il maxi incendio è scoppiato il 31 luglio tra Prati e Monte Mario, vicino alla città giudiziaria di piazzale Clodio e alla sede della Rai in via Teulada. I residenti di molti palazzi in via Ildebrando Goiran sono stati evacuati, insieme alla caserma dei carabinieri della compagnia Trionfale, una palazzina in via Romei e il centro di produzione Rai di via Teulada, costringendo alla sospensione del programma “Estate in diretta”.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha suggerito che l’incendio potrebbe essere stato causato colposamente da un accampamento all’interno del parco, mentre l’assessora Sabrina Alfonsi ha sottolineato il grave danno ambientale causato dall’incendio.
I dati Arpa
I primi monitoraggi dell’Arpa Lazio hanno rilevato un valore di diossine tra l’1,0 e il 3 agosto di 1,0 pg per metro cubo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), concentrazioni di diossine e furani in ambiente urbano dovrebbero essere circa 0,1 pg/m3, mentre concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano una fonte di emissione localizzata.
Il valore di Benzo(a)pirene registrato è stato inferiore a 0,1 ng/m3, ben al di sotto del limite di 1 ng/m3 previsto dalla normativa italiana. Per quanto riguarda i Policlorobifenili (PCB), il valore rilevato tra l’1 e il 2 agosto è stato di 780 pg/m3, all’interno dei limiti delle aree urbane. Gli aggiornamenti più recenti indicano che i valori delle diossine sono tornati sotto controllo.
La raccolta firme
I cittadini hanno lanciato una raccolta firme per la riforestazione di Monte Mario, raccogliendo oltre 2.500 adesioni in una settimana. L’iniziativa chiede alle autorità di dare la priorità al ripristino dell’area devastata dall’incendio.
“Questo splendido polmone verde della nostra città non può restare un deserto di cenere,” afferma il messaggio della campagna. La riforestazione è vista come essenziale non solo per ricreare l’habitat per numerose specie, ma anche per combattere il cambiamento climatico, assorbendo CO2 e rilasciando ossigeno.
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