Nel cuore del quartiere Tuscolano, vicino a Villa Fiorelli, sorge un edificio di 20.000 metri quadrati, chiuso da circa vent’anni. Originariamente un deposito della Società Trasporti Automobilistica (STA), successivamente passato nelle mani dell’ATAC, è oggi al centro di un acceso dibattito sulla sua riqualificazione.
Un progetto per i bus elettrici, ma il quartiere si oppone
Il Comune di Roma ha recentemente deciso di destinare l’ex deposito a hub per la ricarica dei bus elettrici, dopo averlo riacquistato da privati che l’avevano rilevato in un’asta. Tuttavia, questa soluzione non piace al comitato di quartiere, che ritiene necessario riconvertire lo spazio in un centro polivalente a servizio della comunità.
I residenti sottolineano l’importanza di uno stabile che possa accogliere presidi sanitari, spazi per la cultura e attività sociali. In un’area ad alta densità abitativa, con un’età media di 50 anni e un gran numero di anziani, il bisogno di luoghi di aggregazione è particolarmente sentito. La proposta include l’organizzazione di eventi culturali durante l’estate, sfruttando le aree verdi del quartiere.
Sicurezza e riqualificazione: le priorità dei residenti
Uno dei punti più critici evidenziati dai cittadini riguarda la sicurezza. La zona, inclusa la vicina stazione ferroviaria Tuscolana, è spesso teatro di episodi di degrado e occupazioni abusive. Recenti blitz delle forze dell’ordine hanno sgomberato senzatetto, ma la percezione di insicurezza rimane alta, anche durante il giorno.
La richiesta principale del comitato di quartiere è quella di un incontro con l’assessorato alla mobilità di Roma Capitale per discutere il futuro del deposito. L’obiettivo è avviare un dialogo che permetta di trovare una soluzione condivisa, capace di coniugare le esigenze della mobilità urbana con il diritto dei cittadini a spazi vivibili e sicuri.
Una lunga attesa per la riqualificazione
Dopo vent’anni di abbandono, l’ex deposito ATAC rappresenta un’opportunità unica per rilanciare l’intero quadrante urbano. Sebbene alcuni progetti di riqualificazione siano già stati approvati e finanziati, la comunità locale si aspetta interventi concreti e partecipati, a partire proprio dall’ex deposito. La tensione tra il piano dell’amministrazione e le richieste dei cittadini potrebbe essere risolta solo attraverso un processo di concertazione trasparente.
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