Da qualche giorno, il famoso bar San Calisto di Trastevere è chiuso per lavori di ammodernamento. Tuttavia, il restyling non comporterà cambiamenti radicali: l’anima del locale, che dal 1969 è un simbolo per i romani, resterà intatta. Marcello Forti, per tutti Marcellino, lo storico proprietario, ha assicurato che i prezzi rimarranno invariati, mantenendo così l’essenza di un bar che da sempre offre caffè a prezzi accessibili, un’eccezione rara nella capitale.
Un punto di riferimento dal 1969
San Calisto è stato e continua a essere un punto di riferimento per i romani, ma anche per i turisti che, passati per Trastevere, non possono fare a meno di fermarsi per un caffè o un aperitivo. La qualità e i prezzi popolari sono sempre stati il marchio di fabbrica del bar, che ha saputo mantenere un’atmosfera autentica e accessibile a tutti, senza farsi influenzare dal fenomeno della turistificazione che ha investito altre zone di Roma. Giacomo, un romano residente all’estero, ha raccontato a RomaToday la sua sorpresa quando ha pagato due caffè solo 1 euro e 80 centesimi: “Mi hanno fatto venire la pelle d’oca, pensavo si fossero sbagliati”, ha dichiarato, sottolineando quanto sia raro trovare un prezzo simile nella capitale.
Un locale tra storia e cinema
San Calisto non è solo un bar, ma anche un’icona culturale che ha attraversato mezzo secolo di storia romana. Il locale è stato scelto come set cinematografico in diverse pellicole, tra cui il famoso La grande bellezza di Paolo Sorrentino, che ha contribuito a consacrarlo come parte integrante del paesaggio romano. Più recentemente, è apparso in Non ci resta che il crimine, di Massimiliano Bruno, con attori come Alessandro Gassmann e Marco Giallini. Il suo ambiente semplice e genuino è stato apprezzato da registi e spettatori per la sua autenticità.
Il restyling: solo modifiche estetiche
Marcello Forti, storico proprietario del bar, ha spiegato che il restyling riguarderà principalmente la sala del bancone, dove ne verrà installato uno nuovo a forma di ferro di cavallo con una cassa. “Mettiamo un bancone a ferro di cavallo, con la cassa”, ha detto il proprietario, assicurando che la storicità del locale non verrà alterata. Il bar rimarrà chiuso fino al 16 febbraio, ma, nonostante i lavori, i romani non hanno perso occasione per portarsi a casa dei pezzi del “vecchio” San Calisto. Alcuni hanno addirittura preso le piastrelle bianche e nere del pavimento, ormai simbolo del locale, per conservarle come ricordo.
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