Palestre scolastiche, la svolta: lavori alle Asd

Nuovo modello per riqualificare impianti senza fondi pubblici

Palestre scolastiche fatiscenti, in alcuni casi persino inagibili: una realtà diffusa negli istituti di Roma e provincia. Tra gli esempi più evidenti c’è l’Istituto superiore Carlo Matteucci, simbolo di un problema strutturale che riguarda numerose scuole del territorio.

Una criticità nota da tempo, aggravata dalla carenza cronica di risorse, come più volte evidenziato dal delegato all’Edilizia scolastica della Città metropolitana, Daniele Parrucci. Fondi insufficienti che hanno spinto l’amministrazione a cercare soluzioni alternative.

L’idea: lavori alle associazioni in cambio dell’uso

La risposta arriva con un nuovo modello: affidare alle associazioni sportive dilettantistiche (Asd) la riqualificazione delle palestre. In cambio, le associazioni ottengono la concessione esclusiva degli spazi nelle ore pomeridiane per un periodo proporzionato all’investimento sostenuto.

Una possibilità prevista dal Regolamento capitolino approvato nel maggio 2025 dall’Assemblea capitolina, che introduce un meccanismo innovativo per sbloccare interventi altrimenti irrealizzabili.

In queste settimane stanno arrivando tantissime richieste – spiega Parrucci – che ci permetteranno di riqualificare un numero importante di strutture, su cui, diversamente, non saremmo potuti intervenire”.

Regole più chiare e controlli rafforzati

Il nuovo regolamento interviene anche su diverse criticità storiche. Tra le novità, l’obbligo per le scuole di fornire una motivazione concreta in caso di rifiuto della concessione degli spazi alle Asd.

Previsti inoltre controlli a campione per contrastare fenomeni di subappalto irregolare.

Siamo stati dei pionieri – sottolinea Parrucci – e lo dimostra il fatto che il Senato abbia approvato in via definitiva, pochi giorni fa, una proposta di legge che ricalca in molti aspetti il nostro documento”.

Tre livelli di intervento per salvare le strutture

Il piano si articola in tre diverse tipologie di intervento.

La prima riguarda le palestre già utilizzabili: le associazioni concessionarie potranno effettuare lavori fino a 60mila euro, previa autorizzazione. Gli interventi includono il rifacimento dei pavimenti, la sistemazione di bagni e spogliatoi e l’acquisto di nuove attrezzature.

La seconda tipologia è dedicata alle strutture più compromesse, spesso chiuse perché inagibili, come nel caso del Matteucci o del Luca Paciolo di Bracciano. In questi casi, le Asd potranno presentare progetti di riqualificazione con investimenti fino a 100mila euro, ottenendo in cambio una concessione esclusiva nelle ore extrascolastiche.

Spazi nuovi nelle aree inutilizzate

La terza opzione guarda al futuro: la possibilità di realizzare nuovi impianti sportivi in aree verdi oggi inutilizzate. In questo caso gli investimenti possono variare tra 150mila e 300mila euro, con concessioni pluriennali che consentono alle associazioni di recuperare le spese.

A supporto dell’iniziativa è stato siglato anche un accordo con l’Istituto per il credito sportivo e culturale, per facilitare l’accesso ai finanziamenti.

Emergenza diffusa nelle scuole romane

Il quadro resta comunque critico. Secondo il report “Scuole disuguali” di Save the Children, a Roma quasi un istituto su due è privo di palestra.

Un dato che rende evidente l’urgenza di interventi strutturali e spiega la scelta dell’amministrazione di puntare su un modello pubblico-privato per rilanciare lo sport nelle scuole e restituire spazi adeguati agli studenti.

Redazione

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