Lunedì 6 aprile, verso le 16:00, i detenuti del carcere di Rebibbia, in particolare quelli della sezione A, hanno dato vita a una rivolta violenta. Nonostante i tentativi degli agenti di polizia penitenziaria di contenere la tensione, chiudendo gli sbarramenti tra le diverse aree del piano, i detenuti, per lo più di nazionalità marocchina, hanno estratto i materassi dalle celle, dandovi fuoco e devastando gran parte della sezione.
Sezione devastata
La protesta ha causato danni ingenti, con vetri infranti e numerosi ambienti della sezione gravemente danneggiati. L’intervento di altri agenti, richiamati in reperibilità, ha permesso di riportare la calma entro le 20:45, senza che si verificassero feriti. La situazione era particolarmente rischiosa, ma grazie all’intervento tempestivo delle forze di polizia penitenziaria, la rivolta è stata contenuta.
“Agenti operano con organici insufficienti”
Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, ha elogiato il lavoro degli agenti, sottolineando la loro professionalità e il coraggio. Ha anche denunciato la difficile condizione in cui operano quotidianamente, con organici insufficienti e in contesti ad alta tensione, ma garantendo sempre la sicurezza e la legalità all’interno del sistema penitenziario.
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