La stretta è ufficiale e cambierà le abitudini di molti fumatori che trascorreranno l’estate sul mare di Roma. L’Assemblea capitolina ha approvato all’unanimità la delibera sulle linee guida per la regolamentazione del fumo, proposta dal consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Ferrara.
Il provvedimento – spiega Il Messaggero – riguarda le spiagge di Ostia, Castel Porziano e Capocotta e ha incassato il sostegno compatto di maggioranza e opposizione. Il via libera era già arrivato a fine marzo in commissione Ambiente, con il voto favorevole di Partito democratico e Movimento 5 Stelle.
Cosa cambia sugli arenili romani
Le nuove disposizioni coinvolgono tutte le tipologie di prodotti da fumo: sigarette tradizionali, sigari, sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato come Iqos e Glo. Il primo emendamento introduce il divieto di fumare «entro una distanza inferiore a cinque metri dalla battigia».
La misura, si legge nel testo, punta alla tutela ambientale e alla prevenzione dell’inquinamento delle acque. Un tema centrale nel dibattito in Aula, dove sono stati ricordati numeri significativi legati ai rifiuti marini.
L’emergenza mozziconi e i dati
«Il 40 per cento dei rifiuti rintracciati in mare sono mozziconi», precisa Ferrara, sottolineando come «ci vogliano circa 10 anni per smaltirne completamente uno». «Ogni anno vengono dispersi nell’ambiente 4 miliardi e 500 milioni di mozziconi incalza circa 140mila al secondo».
Il secondo emendamento affida invece a concessionari e gestori degli stabilimenti la creazione di aree dedicate ai fumatori, «che siano opportunamente segnalate» con cartellonistica multilingue e ben visibile.
Aree riservate e controlli
Sarà quindi compito dei titolari delle strutture balneari individuare spazi specifici dove consentire il fumo oppure decidere quali ombrelloni destinare ai clienti fumatori. Resta inoltre consentito fumare nelle aree esterne di bar e ristoranti, «negli spazi dedicati ai clienti».
Le nuove linee guida entreranno già nell’ordinanza balneare che firmerà il sindaco Roberto Gualtieri, a ridosso dell’avvio della stagione estiva previsto per questo venerdì. Previsto anche un periodo di tolleranza per consentire agli operatori di adeguarsi.
Le reazioni politiche
Oltre ai concessionari, i controlli saranno affidati anche alla Capitaneria di porto e alla polizia locale. Per Ferrara si tratta «di un cambiamento culturale». «È una di quelle misure che, se ricordate, abbiamo già assorbito. Si fumava ovunque, nei ristoranti e negli aerei. Tornare indietro rispetto a quelle scelte fatte in precedenza credo sia impensabile».
Sostegno convinto anche dal Partito democratico. «Un provvedimento a cui abbiamo guardato con favore sin da subito, condividendo tutte le fasi del percorso per tradurlo in regole chiare ed efficaci», così Valeria Baglio, capogruppo capitolina del Pd, e Giammarco Palmieri, consigliere e presidente della commissione Ambiente.
I dubbi sui costi e lo scenario estero
Al termine del voto, la consigliera Rachele Mussolini di Forza Italia, pur votando a favore, ha presentato due ordini del giorno. Con il primo chiede «che eventuali oneri non ricadano sui privati che gestiscono gli stabilimenti». Con il secondo propone «l’istituzione di un tavolo tecnico con il Municipio X e le associazioni di categoria dei balneari».
Il modello romano segue una tendenza già diffusa all’estero. Negli Stati Uniti il divieto è in vigore dal 2011 sulle spiagge di New York, mentre in California molti litorali, tra cui Los Angeles e Santa Monica, sono smoke-free. In Europa si muovono anche Spagna e Francia, dove restrizioni simili sono già state introdotte o sono in fase di approvazione.
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