La Procura della Repubblica di Roma ha richiesto l’archiviazione per un caso di violenza sessuale avvenuto a gennaio 2025, in cui una giovane di 22 anni romana avrebbe subito un abuso sessuale da parte di un trentaseienne peruviano, C. A. S. M., noto nella capitale come PR di vari locali della movida notturna. La richiesta di archiviazione è stata depositata la scorsa settimana, ma l’avvocato della vittima e della sua famiglia hanno annunciato che presenteranno opposizione a tale richiesta.
La dinamica dei fatti
La vicenda risale a una notte trascorsa in una discoteca nel quartiere Eur, dove la giovane e il presunto aggressore si erano incontrati per un appuntamento già concordato. La ragazza avrebbe dovuto iniziare a lavorare con lui come ragazza immagine in alcuni locali notturni di Roma. Dopo aver consumato alcolici insieme, la situazione ha preso una piega tragica: la giovane ha cominciato a sentirsi incosciente per l’effetto dell’alcol, e l’uomo l’ha invitata a seguirlo in bagno, dove, secondo la denuncia, le ha fatto aspirare cocaina sotto il pretesto di spiegare il lavoro che avrebbe dovuto fare.
A partire da quel momento, la giovane non ha più ricordi chiari della serata. Si sveglia confusa e scomposta la mattina successiva, accanto al suo aggressore, senza più gli slip. Preoccupata e sotto shock, la ragazza si accorge di aver subito violenza sessuale. Inoltre, presenta lividi su varie parti del corpo. Quando l’uomo le telefona in seguito, minimizza l’accaduto, sostenendo che fosse successo “qualcosa tra loro”, ma la giovane gli replica, chiarendo che non le aveva mai dato il consenso.
Le indagini e l’archiviazione
La denuncia è stata raccolta dai carabinieri, che hanno inviato il caso alla Procura. Nonostante la gravità dei fatti denunciati, la Procura di Roma ha ritenuto di chiedere l’archiviazione del caso. La motivazione di tale richiesta non è stata completamente spiegata, ma sembrerebbe basarsi su valutazioni sulle prove raccolte.
La vittima, attraverso il proprio avvocato, ha deciso di opporsi alla richiesta di archiviazione, ritenendo che la sua denuncia fosse fondata e che le evidenti prove fisiche e psicologiche dovessero essere sufficienti per proseguire l’indagine.
Il passato del presunto aggressore
Il trentaseienne C. A. S. M. ha già avuto problemi con la giustizia: a gennaio 2025, infatti, è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per un altro episodio di violenza sessuale avvenuto nel 2024 ai danni di una ventenne, in un parcheggio del Tiburtino, dopo una serata in discoteca. Nonostante ciò, la sua posizione attuale nella vicenda è ancora sotto indagine, e la richiesta di archiviazione potrebbe essere un passo problematico per la vittima e i suoi legali.
Le reazioni della vittima e delle associazioni
L’avvocato della vittima, insieme alla sua famiglia, è determinato a continuare la battaglia legale per ottenere giustizia. La decisione della Procura di chiedere l’archiviazione è stata accolta con grande sconcerto, ma la giovane è intenzionata a non arrendersi.
Il caso ha sollevato anche preoccupazioni tra le associazioni che si occupano di diritti delle donne e di violenza sessuale, che hanno sottolineato come la giustizia non debba fermarsi davanti a problematiche procedurali e che è fondamentale che le donne vengano ascoltate e tutelate in modo serio.
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