Nel dicembre 2022, un rapimento lampo ha sconvolto la zona di Tor di Quinto a Roma: vittima Danilo Valeri, giovane di San Basilio, figlio di Maurizio Valeri, noto pregiudicato soprannominato “Sorcio”. L’azione era finalizzata alla riscossione di un presunto debito di 9mila euro. Dopo quasi due anni di indagini, le autorità hanno chiuso il cerchio arrestando anche l’ultimo dei complici, latitante in Spagna.
Il raid
Il 23 dicembre 2022, Danilo Valeri usciva dal ristorante giapponese Moku su viale di Tor di Quinto quando alcuni uomini lo hanno circondato, aggredito e costretto a salire su un’auto. La vittima venne portata a Cinecittà Est, mentre il suo smartphone fu agganciato dalla cella telefonica nel quartiere Tuscolano. La trattativa con i sequestratori fu condotta tramite un intermediario e coinvolse il padre della vittima, già titolare di un autolavaggio e gambizzato sette mesi prima dell’episodio.
Liberazione e indagini
L’intervento tempestivo della Squadra mobile permise la liberazione di Danilo nel giro di poche ore. Le indagini, supportate dalle immagini di videosorveglianza, identificarono rapidamente gli autori materiali della violenta aggressione.
Gli arresti e il quadro investigativo
Nel febbraio 2024 il quadro indiziario portò all’arresto di due uomini: un romano di 22 anni, considerato il vertice dell’organizzazione, e un venticinquenne di origini dominicane, Diaby Aboudramane, ex calciatore professionista, già coinvolto in indagini per droga, insieme a Osvaldo Isaac Jimenez Gonzalez. Secondo gli inquirenti, il ventiduenne orchestrò il rapimento per riscuotere il presunto debito, ottenendo oltre 9mila euro come corrispettivo per la liberazione. Il Gip di Roma emise misure di custodia cautelare in carcere a loro carico.
Latitante rintracciato in Spagna
Il terzo componente del raid, che era riuscito a fuggire in Spagna con documenti falsi, fu localizzato a Cadice grazie alla cooperazione tra la polizia italiana e quella spagnola. L’uomo, ventiseienne romano, è stato arrestato ed estradato in Italia. Al suo ritorno, è stato preso in consegna dagli agenti della Squadra mobile e della Polaria di Fiumicino e portato in carcere, a disposizione della magistratura, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione.
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