Una dottoressa di Medici senza frontiere (MSF) che ha operato a Bunia, nella Repubblica Democratica del Congo, durante l’epidemia di Ebola, sta tornando in Italia. Il rientro, autorizzato dal ministero della Salute, avviene in sicurezza e prevede l’ospedalizzazione temporanea all’Istituto Spallanzani di Roma per la quarantena e la sorveglianza attiva.
Contatto diretto con casi positivi
Il 16 maggio la dottoressa è entrata in contatto con pazienti risultati positivi al virus Ebola. In aggiunta, il 18 maggio ha eseguito un intervento chirurgico salvavita su un bambino sospetto di Ebola a seguito di un’esplosione, il cui test non è ancora disponibile. Attualmente, la donna non presenta sintomi.
Nessun allarmismo in Italia
Il ministero della Salute sottolinea che non ci sono casi confermati di Ebola nel Paese e che il rischio per la popolazione italiana è molto basso. Sono in corso attività di preparazione, monitoraggio e coordinamento con le autorità sanitarie locali e nazionali.
Che cos’è l’ebola
Il virus Ebola è una malattia rara ma grave, con mortalità storica tra il 25% e il 90%. La trasmissione avviene principalmente tramite contatto diretto con sangue o fluidi corporei infetti di persone o animali, vivi o morti, e più raramente attraverso rapporti sessuali non protetti con pazienti guariti. Il primo focolaio documentato risale al 1976 nella Repubblica Democratica del Congo.
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