Il Vittoriano si abbassa: i satelliti monitorano il monumento

In vent’anni registrato un cedimento di circa 5 millimetri sul lato di Piazza Venezia

Sotto gli occhi di milioni di turisti che ogni anno visitano Piazza Venezia, il Vittoriano continua a muoversi. Si tratta di spostamenti impercettibili, dell’ordine di pochi decimi di millimetro, ma sufficienti per attirare l’attenzione della comunità scientifica.

A rilevarli è uno studio realizzato da Nhazca in collaborazione con la Sapienza e l’Ispra, che ha monitorato il monumento per quasi vent’anni attraverso immagini satellitari ad alta precisione.

Cinque millimetri in diciassette anni

Il dato più significativo riguarda il lato nord-occidentale dell’Altare della Patria, quello che si affaccia su Piazza Venezia e che fa da sfondo alle celebrazioni istituzionali del 2 giugno.

Secondo i ricercatori, in diciassette anni questa porzione del monumento ha registrato un abbassamento complessivo di circa 5 millimetri. In particolare, il lato occidentale presenta un cedimento medio di circa un millimetro all’anno, mentre la parte orientale risulta sostanzialmente stabile.

Una deformazione non uniforme

L’analisi evidenzia che il Vittoriano non sta sprofondando in modo omogeneo. Al contrario, il comportamento osservato suggerisce una lieve deformazione localizzata, come se una parte della struttura si piegasse più delle altre.

Un fenomeno che, pur non rappresentando al momento un’emergenza, richiede un monitoraggio costante per comprendere l’evoluzione del movimento nel tempo.

Oltre 300 immagini radar analizzate

Per arrivare a questi risultati gli studiosi hanno esaminato oltre 300 immagini radar raccolte tra il 2002 e il 2019 dai satelliti europei ENVISAT e da quelli italiani COSMO-SkyMed.

La ricerca si basa sulla tecnica A-DInSAR, un sistema di interferometria radar avanzata che consente di confrontare centinaia di rilevazioni dello stesso punto e misurare spostamenti dell’ordine dei millimetri senza installare sensori sul monumento.

Un nuovo modo di proteggere il patrimonio

“Per molto tempo abbiamo aspettato che una crepa diventasse visibile per accorgerci che qualcosa si stava muovendo”, spiega Alessandro Brunetti, direttore generale di Nhazca.

“Oggi i satelliti ci permettono di vedere un monumento spostarsi di pochi decimi di millimetro all’anno, ricostruirne la storia degli ultimi vent’anni e capire perché si muove, senza mai toccarlo. Questo cambia il modo di tutelare il patrimonio: si interviene prima che il danno diventi irreversibile”.

Il ruolo del sottosuolo

Lo studio ha inoltre messo in relazione i movimenti registrati con le caratteristiche geologiche dell’area.

Le crepe osservate sul lato occidentale del Vittoriano sarebbero infatti collegate ai terreni alluvionali presenti sotto una parte delle fondazioni. Questi terreni, più compressibili rispetto ad altri strati geologici, possono provocare nel tempo cedimenti differenziali che influenzano la stabilità della struttura.

Monitoraggio continuo

L’indagine dimostra come le tecnologie satellitari possano diventare uno strumento fondamentale per la conservazione dei monumenti storici, permettendo di individuare segnali precoci di criticità e programmare eventuali interventi prima che compaiano danni visibili.

Nel caso del Vittoriano, il fenomeno resta sotto osservazione, con l’obiettivo di garantire la tutela di uno dei simboli più rappresentativi della Capitale e dell’intero Paese.

Redazione

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