Bus elettrici a Roma in difficoltà con il caldo e l’aria condizionata

A Roma i bus elettrici della flotta Atac riducono l’autonomia con il caldo estivo e l’uso dei condizionatori, ma il servizio resta garantito

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L’estate romana e le temperature particolarmente elevate stanno mettendo alla prova la nuova flotta di bus elettrici introdotta da Atac. I mezzi a zero emissioni, progettati per una mobilità più sostenibile, stanno registrando una riduzione dell’autonomia a causa dell’uso intensivo dei sistemi di climatizzazione. Una condizione che, secondo quanto riportato, costringe alcuni veicoli a rientrare anticipatamente nei depositi per la ricarica.

La flotta di bus elettrici prevista per la Capitale è composta da 411 mezzi complessivi, di cui 396 da 12 metri e 15 da 18 metri. Attualmente ne risultano già consegnati circa 250, che rappresentano la prima parte di un progetto di rinnovamento del trasporto pubblico romano orientato alla transizione energetica. Il primo mezzo elettrico è entrato in servizio nel marzo 2025, segnando l’avvio operativo della nuova fase della mobilità cittadina.

Tuttavia, l’implementazione non è stata priva di ostacoli. Nei primi periodi di esercizio, infatti, alcuni disagi erano stati causati dal furto di cavi in rame presso le infrastrutture di ricarica del deposito di Portonaccio, rallentando la piena operatività del sistema.


Autonomia ridotta con il caldo estremo

Secondo quanto emerso dalle segnalazioni interne, nelle giornate di caldo intenso l’autonomia dichiarata dei mezzi, pari a circa 250 chilometri, può subire una riduzione significativa. L’utilizzo continuo dell’aria condizionata può arrivare a dimezzare la capacità effettiva di percorrenza dei bus elettrici, soprattutto nelle ore mattutine quando le temperature iniziano già a salire.

Gli autisti seguono precise procedure operative: quando il livello della batteria raggiunge circa il 30% di carica residua, viene comunicata la situazione alla centrale operativa. A quel punto, se necessario, il mezzo viene indirizzato verso i depositi di Grottarossa o Portonaccio per la ricarica.

Questa gestione dinamica della flotta è stata introdotta per garantire la continuità del servizio, anche in condizioni climatiche particolarmente impegnative.


La posizione di Atac e la gestione del servizio

Atac ha chiarito che la situazione rientra in un comportamento atteso per mezzi elettrici sottoposti a condizioni di utilizzo intensivo. Secondo l’azienda, l’aumento dei consumi energetici dovuto ai condizionatori durante le ondate di calore è un fenomeno fisiologico, analogo a quanto accade anche con i veicoli alimentati a gasolio.

Nonostante le criticità legate all’autonomia, l’azienda ha ribadito che il servizio di trasporto pubblico non sta subendo interruzioni o riduzioni rispetto ai programmi d’esercizio stabiliti. La flotta viene infatti gestita attraverso una rotazione programmata delle ricariche, in modo da bilanciare il carico energetico sulle infrastrutture.

Un altro aspetto rilevante riguarda la rete elettrica di ricarica, che durante le giornate più calde è soggetta a picchi di domanda anche per l’elevato utilizzo dei sistemi di climatizzazione negli edifici cittadini. La gestione coordinata dei rifornimenti dei bus elettrici contribuisce quindi a ridurre la pressione complessiva sul sistema.


Collaborazione con il fornitore e sviluppi futuri

Atac ha inoltre confermato di essere in contatto con il fornitore dei mezzi per valutare possibili ottimizzazioni tecniche legate alle batterie e alla gestione dell’energia. I bus elettrici sono attualmente in full service, il che significa che la manutenzione ordinaria e straordinaria è a carico del fornitore senza costi aggiuntivi per l’azienda di trasporto pubblico.

L’obiettivo dichiarato è quello di migliorare progressivamente l’efficienza della flotta, soprattutto in vista del completamento delle consegne che porteranno Roma ad avere 411 autobus elettrici operativi.


Una transizione ancora in fase di assestamento

L’introduzione su larga scala dei bus elettrici rappresenta uno dei pilastri della strategia di mobilità sostenibile della Capitale. Tuttavia, le condizioni climatiche estreme e l’elevato utilizzo dei sistemi di bordo evidenziano come la transizione energetica nel trasporto pubblico richieda ancora fasi di adattamento operativo.

La gestione dell’autonomia nei periodi di caldo intenso rimane uno degli aspetti più delicati per garantire continuità ed efficienza del servizio urbano. Nonostante ciò, l’impianto complessivo del progetto resta confermato e in progressiva espansione.

Redazione

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