Il virus West Nile arriva anche a Roma. Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Regione Lazio e dall’Istituto Spallanzani, sono due le persone che hanno contratto l’infezione nel territorio della Asl Roma 3, che comprende numerosi quartieri della Capitale, tra cui Monteverde, Pisana, Marconi, Portuense, Trullo, Casal Palocco e Ostia, oltre al Comune di Fiumicino.
Con questi nuovi contagi, il numero complessivo dei casi autoctoni nel Lazio sale a tredici. La provincia più colpita resta quella di Latina, dove sono stati registrati otto casi, mentre uno è stato accertato in provincia di Viterbo. Del totale, sei pazienti hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, la manifestazione più grave della malattia, altri sei presentano sintomi febbrili, mentre un caso riguarda un donatore di sangue, probabilmente asintomatico.
Positivi anche zanzare, uccelli e un cavallo
L’attività di monitoraggio ha confermato la circolazione del virus anche tra gli animali. Su 77 pool di zanzare analizzati, uno è risultato positivo al West Nile. Positività riscontrata anche in un uccello, sempre nell’area della Asl Roma 3, e in un cavallo individuato in una zona compresa tra la Asl Roma 2 e la Asl Roma 5, tra la periferia della Capitale e la cintura metropolitana.
Il primo caso dell’anno nel Lazio era stato registrato all’inizio di luglio: un 29enne ricoverato all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e successivamente dimesso. Nello stesso ospedale sono ancora ricoverati un 40enne di Priverno, le cui condizioni sono peggiorate dopo alcuni giorni trascorsi a casa, e un 80enne di Cisterna, affetto da una grave patologia cronica e ora in miglioramento dopo aver sviluppato una forma neuroinvasiva dell’infezione.
La Regione rafforza controlli e prevenzione
Nei giorni scorsi la Direzione regionale Salute e Integrazione sociosanitaria del Lazio aveva già inviato una comunicazione ai direttori generali delle Asl, alle aziende ospedaliere, ai policlinici universitari, ai Dipartimenti di prevenzione, ai pronto soccorso, ai servizi veterinari, ai medici di famiglia, al Centro regionale sangue, al Centro regionale trapianti, all’Ares 118, all’Istituto zooprofilattico e allo Spallanzani.
Il documento evidenziava esplicitamente l'”evidenza della circolazione virale nella regione” e disponeva il rafforzamento delle attività di sorveglianza, misure che ora potrebbero essere ulteriormente integrate alla luce dell’aumento dei casi.
Massima attenzione ai sintomi neurologici
La Regione ha invitato i medici del territorio a mantenere la massima attenzione nella diagnosi delle forme neurologiche più gravi associate al virus West Nile. In particolare, encefaliti, meningiti a liquido limpido, poliradicoloneuriti simili alla sindrome di Guillain-Barré e paralisi flaccide acute dovranno essere considerate nella diagnosi differenziale, soprattutto in presenza di febbre di nuova insorgenza senza una causa evidente.
Per la provincia di Latina, già la più colpita anche lo scorso anno, sono inoltre previste misure straordinarie di contenimento, tra cui disinfestazioni larvali nel raggio di 200 metri dalle aree in cui si sospetta la presenza del virus e trattamenti adulticidi mirati nei luoghi più sensibili, come ospedali, strutture residenziali assistite, parchi e spazi destinati a eventi serali e notturni, comprese sagre e fiere.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.