Continuano a crescere i casi di West Nile nel Lazio. Secondo l’ultimo bollettino dello Spallanzani, le infezioni accertate hanno raggiunto quota 49, con 13 nuovi casi nell’ultima settimana. Tra i pazienti, 22 hanno sviluppato la forma neuro-invasiva, quella associata alle manifestazioni più gravi della malattia.
Altri 25 pazienti hanno manifestato febbre, mentre due infezioni sono state individuate attraverso i controlli effettuati sui donatori. La circolazione del virus, trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, interessa ormai diversi territori della regione.
I casi nelle Asl di Roma e nelle province
Nell’area romana risultano due casi nell’Asl Roma 1, sei nella Roma 2, tre nella Roma 3, sei nella Roma 5 e quattro nella Roma 6. Il territorio maggiormente interessato resta però quello della provincia di Latina, dove sono state registrate 24 infezioni.
A livello provinciale si contano inoltre tre casi a Viterbo e uno a Frosinone. La Regione Lazio ha già sollecitato la massima attenzione e collaborazione da parte di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, personale dei pronto soccorso, infettivologi e veterinari delle Asl.
Disinfestazioni nelle aree con circolazione virale
Ai Comuni è stato chiesto di intensificare gli interventi contro le zanzare, prevedendo disinfestazioni soprattutto nel raggio di 200 metri «dal luogo in cui si è presumibilmente verificata circolazione virale».
Le indicazioni rivolte alla popolazione puntano invece sulla prevenzione delle punture: utilizzare repellenti, installare zanzariere e indossare abiti coprenti, soprattutto nelle ore serali. Importante anche eliminare i ristagni d’acqua, svuotando sottovasi e altri recipienti nei quali le zanzare possono riprodursi.
In Italia 312 infezioni e 13 decessi
Dall’inizio della sorveglianza, su scala nazionale sono state confermate 312 infezioni da West Nile Virus e notificati 13 decessi. La presenza del virus nell’uomo, negli animali o nelle zanzare è stata rilevata in 60 province distribuite in 16 regioni.
Il confronto con lo stesso periodo del 2025 restituisce un quadro articolato: allora le province coinvolte erano 52 in 15 regioni, quindi meno rispetto a oggi, mentre risultavano superiori sia i casi confermati, 351, sia i decessi, 22.
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