Doveva essere una serata dedicata esclusivamente al tennis. Sul cemento di Flushing Meadows, Matteo Berrettini aveva appena battuto Stan Wawrinka in tre set, conquistando il secondo turno degli US Open e accompagnando lo svizzero all’ultima apparizione della sua carriera in un torneo del Grande Slam.
Pochi minuti dopo, però, nella sala stampa dell’Arthur Ashe Stadium, il racconto del tennista romano ha assunto toni completamente diversi. Una domanda sulla presenza di un nuovo partner commerciale legato al betting nello Slam newyorkese ha portato Berrettini ad affrontare il tema delle minacce provenienti dal mondo delle scommesse online, rivelando un episodio avvenuto pochi mesi prima a Parigi.
L’incubo durante il Roland Garros
Il riferimento è al Roland Garros, dove Berrettini era riuscito a spingersi fino ai quarti di finale prima del ritiro durante la sfida con il connazionale Matteo Arnaldi. Mentre il romano era impegnato sul campo, però, il fratello minore Jacopo Berrettini, anche lui tennista professionista, avrebbe cominciato a ricevere messaggi inquietanti.
“Ci minacciavano”, ha ammesso l’ex finalista di Wimbledon. Secondo il suo racconto, alcuni messaggi sarebbero arrivati dopo una vittoria ottenuta a Parigi, trasformando gli insulti legati alle prestazioni sportive in vere e proprie intimidazioni rivolte alla famiglia.
“Uccideremo la tua famiglia”
La situazione avrebbe raggiunto il punto più grave quando uno dei messaggi ricevuti dal fratello avrebbe contenuto una minaccia esplicita: “Se non gli dici di perdere la prossima partita, uccideremo la tua famiglia”.
Un episodio che Berrettini ha collegato alle conseguenze più estreme della pressione esercitata sugli atleti da alcuni scommettitori, capaci di trasformare il risultato di una partita in un pretesto per insulti, intimidazioni e minacce personali.
Il materiale consegnato all’ATP
La reazione di Berrettini e del suo entourage sarebbe stata immediata. Il tennista e il suo staff hanno raccolto il materiale ricevuto e si sono rivolti direttamente all’ATP, mettendo a disposizione gli elementi utili per approfondire l’accaduto.
Secondo quanto raccontato dal romano, sono stati consegnati gli screenshot delle conversazioni, i numeri di telefono e i recapiti utilizzati per inviare i messaggi. Una denuncia che riporta al centro dell’attenzione un fenomeno sempre più delicato per il tennis professionistico: le conseguenze che il mondo delle scommesse può avere direttamente sulla sicurezza e sulla serenità degli atleti.
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