Un Papa alle urne, anche a migliaia di chilometri di distanza. Leone XIV non rinuncia al suo diritto di voto negli Stati Uniti e partecipa alle elezioni americane per corrispondenza. La conferma arriva direttamente dalla Sala Stampa della Santa Sede, che ha annunciato l’invio della scheda elettorale a Chicago. Una scelta in continuità con le abitudini di Robert Francis Prevost, che anche prima di diventare Pontefice aveva regolarmente partecipato alle consultazioni democratiche.
«Il Papa ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino degli Stati Uniti, ogni volta che ne ha avuto la possibilità. La Sala Stampa della Santa Sede conferma che, in linea con questa consolidata prassi di partecipazione civica, il Papa ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago. Il Santo Padre ha inoltre confermato che, durante gli anni in cui ha risieduto in Perù, ha esercitato il proprio diritto di voto ogni volta che ne ha avuto la possibilità. Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici», si legge nella comunicazione vaticana.
La scheda elettorale e il fratello John
La procedura sarebbe cominciata il 3 ottobre, quando è stata presentata la richiesta per ricevere il materiale necessario al voto. Come anticipato dal Chicago Sun-Times, la scheda è stata inviata all’indirizzo che il Pontefice mantiene a New Lenox, nella periferia meridionale di Chicago.
In quell’abitazione vive il fratello John, che nei giorni scorsi ha visitato il Vaticano accompagnato da una cinquantina di fedeli della comunità cattolica locale. Secondo quanto riportato, sarebbe stato proprio lui a consegnare la scheda al Papa, per poi riportarla negli Stati Uniti e recapitarla agli uffici elettorali della contea di Will.
Le votazioni interessano diversi incarichi pubblici, tra cui il seggio al Senato lasciato da Dick Durbin, la carica di governatore dell’Illinois, attualmente ricoperta da JB Pritzker, e alcune consultazioni amministrative e giudiziarie.
La conferma dagli Stati Uniti
Il nome di Robert Francis Prevost figura negli elenchi dei cittadini che hanno richiesto di votare per posta, come confermato anche dagli uffici elettorali della contea di Will.
La legge dell’Illinois consente agli elettori di esprimere il proprio voto a distanza. Per i cittadini americani residenti all’estero esistono inoltre specifiche disposizioni federali, tra cui lo Uniformed and Overseas Citizens Absentee Voting Act (UOCAVA), che tutela la partecipazione alle elezioni anche fuori dai confini nazionali.
Il passato elettorale di Leone XIV
Non è la prima volta che Prevost partecipa alla vita politica americana attraverso il voto. Dopo la sua elezione al soglio pontificio, le verifiche sui registri elettorali hanno fatto emergere una lunga serie di precedenti partecipazioni.
Secondo quanto ricostruito, avrebbe votato alle primarie democratiche nel 2008 e nel 2010 e a quelle repubblicane nel 2012, 2014 e 2016. Risulterebbe inoltre aver preso parte alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024, mentre non emergerebbe una sua partecipazione alle ultime primarie dell’Illinois, tenute a marzo. La partecipazione alle primarie di partiti diversi non permette, da sola, di stabilire le sue preferenze politiche.
Il voto e i rapporti con Trump
La notizia arriva in una fase segnata anche dalle divergenze tra il Pontefice e il presidente americano Donald Trump. Negli ultimi mesi Leone XIV ha espresso posizioni critiche su diverse scelte dell’amministrazione statunitense, dalle politiche migratorie alle operazioni dell’ICE, fino ad alcune questioni internazionali, tra cui il Venezuela e il conflitto in Iran.
Le prese di posizione del Papa hanno suscitato reazioni da parte del presidente americano, alimentando il confronto tra la Casa Bianca e il Vaticano. La partecipazione al voto, tuttavia, viene presentata dalla Santa Sede come la prosecuzione di una consuetudine personale, non come un’indicazione di schieramento.
Per Leone XIV, dunque, l’elezione a Pontefice non ha interrotto l’esercizio di un diritto legato alla sua cittadinanza americana. Una partecipazione che il Vaticano riconduce alla convinzione del Santo Padre sull’importanza del coinvolgimento dei cittadini nei processi democratici.
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