Regione Lazio: sbloccati 65 milioni per le indennità del pronto soccorso

Un accordo con i sindacati garantisce risorse per il triennio 2023-2025, con particolare attenzione alle difficoltà del settore sanitario e alle condizioni di lavoro nelle strutture di emergenza

Ambulanza

La Regione Lazio ha firmato un importante accordo con le organizzazioni sindacali Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up per sbloccare oltre 65 milioni di euro destinati al personale dei pronto soccorso per il triennio 2023-2025. Di questi, oltre 41 milioni rappresentano arretrati da corrispondere ai lavoratori. Ogni operatore potrà ricevere fino a 17.600 euro complessivi, a seconda della propria figura professionale e del carico di responsabilità.

Come verranno ripartiti i fondi

I fondi saranno distribuiti nel seguente modo: 9,6 milioni di euro per il secondo semestre del 2023, 14,7 milioni per il 2024, 17,3 milioni per il 2025, e 19,8 milioni per il 2026. Inoltre, per il 2026, il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha deciso di assegnare ulteriori 3,7 milioni di euro dal bilancio regionale, che verranno distribuiti mensilmente come riconoscimento per le difficoltà del personale nel contesto di lavoro delle strutture di pronto soccorso.

Indennità differenziate in base al ruolo

Le indennità per il personale del pronto soccorso variano a seconda delle responsabilità e del tipo di attività svolta, come la presa in carico dei pazienti e le procedure operative. Ogni azienda ospedaliera del Lazio distribuirà le risorse in base ai propri criteri, con gli operatori che riceveranno un incremento di circa 6.700 euro rispetto all’anno precedente.

Le difficoltà del pronto soccorso: alta pressione e carenza di personale

Le strutture di pronto soccorso della regione, in particolare quelle di Roma, sono da tempo sotto forte stress. La combinazione di un alto numero di pazienti e una carenza di personale sta mettendo a dura prova medici e infermieri, che, oltre alla fatica lavorativa, si trovano spesso a fronteggiare aggressioni fisiche e verbali. Per alleviare la pressione su queste strutture, la Regione sta investendo nella creazione di nuove strutture, come le case e gli ospedali di comunità, per garantire una gestione più efficiente dei pazienti e ridurre il carico sui pronto soccorso.

Redazione

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