Meloni a Confcommercio: «Meno tasse sul ceto medio»

La premier rilancia il sostegno alle imprese e difende il commercio di prossimità

lisbona, Giorgia Meloni

«Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole». Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta all’assemblea di Confcommercio, rivendicando l’azione del governo contro le attività cosiddette “apri e chiudi” e rilanciando l’impegno per alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio.

Nel suo intervento, la premier ha sottolineato come il rispetto delle regole rappresenti una condizione essenziale per garantire concorrenza leale, crescita economica e sviluppo delle imprese. «Come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c’è crescita», ha affermato.

L’obiettivo: alleggerire il peso fiscale

Tra i temi centrali del discorso, la riduzione della pressione fiscale sui redditi medi. Meloni ha assicurato che l’esecutivo intende proseguire su questa strada.

«Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio», ha dichiarato, contrapponendo la linea del governo a quella di chi propone nuove imposte patrimoniali. «Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere un patrimonio dopo decenni di sacrifici», ha aggiunto.

Confcommercio pilastro del sistema economico

Nel suo intervento la presidente del Consiglio ha definito Confcommercio «una delle colonne del sistema Italia» e uno dei motori più dinamici e rappresentativi dell’economia nazionale.

Richiamando le parole del presidente Carlo Sangalli, Meloni ha ricordato come l’associazione rappresenti una «forza di popolo che nasce dal basso», sottolineando il ruolo centrale delle attività commerciali nella vita quotidiana delle comunità.

Il valore del commercio di vicinato

Particolare attenzione è stata dedicata al commercio di prossimità e alle piccole attività diffuse sul territorio. Per la premier, negozi e imprese locali rappresentano molto più di semplici esercizi economici.

«Ogni serranda alzata è una luce, un punto di riferimento, una certezza», ha affermato. «È segno di energia, di saper fare, presidio di sicurezza, socialità e comunità. Qualcosa che nessuna piattaforma online potrà mai sostituire».

Un patrimonio da difendere

Meloni ha evidenziato come la presenza capillare delle attività commerciali contribuisca a costruire quello che il sociologo americano Robert Putnam definisce “capitale sociale”, ovvero l’insieme di relazioni, fiducia e legami che tengono unite le comunità.

Per questo motivo, secondo la premier, le istituzioni hanno il dovere non solo di sostenere economicamente il settore, ma anche di proteggerne il valore sociale e culturale.

«Difendere il commercio di vicinato significa difendere relazioni, identità e qualità della vita delle nostre comunità», ha spiegato, ricordando anche l’istituzione dell’albo nazionale delle attività commerciali.

Il “Sense of Italy” come valore aggiunto

Nella parte finale del suo intervento, Meloni ha rilanciato il concetto di “Sense of Italy”, espressione utilizzata dal presidente Sangalli e particolarmente apprezzata dalla premier.

Secondo la presidente del Consiglio, il successo dei prodotti italiani nel mondo non deriva soltanto dalla loro qualità, ma anche dal patrimonio culturale e identitario che rappresentano.

L’identità italiana come motore del successo

«I nostri prodotti raccontano molto più di ciò che sono», ha sottolineato. «Portano con sé un’identità, uno stile di vita, un fascino e un patrimonio immateriale che soltanto ciò che è prodotto in Italia e dagli italiani può vantare».

Un valore che, secondo Meloni, non può essere replicato né delocalizzato e che rappresenta uno dei principali punti di forza del Made in Italy sui mercati internazionali.

«Esiste solo da noi, esiste solo con noi. È il senso del nostro successo», ha concluso la premier, riconoscendo alle imprese del commercio e del terziario un ruolo fondamentale nella promozione dell’immagine e dell’identità italiana nel mondo.

Redazione

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