Karim ferma l’aggressore della prof: «Non sono un eroe»

Il quattordicenne arrivato dal Congo ha bloccato il compagno durante l’attacco alla docente. Per lui è previsto un riconoscimento al ministero dell’Istruzione

Karim ha 14 anni, è arrivato in Italia dal Congo e vive in una casa famiglia. Venerdì 18 settembre era nella sua classe alla scuola media Giovanni Verga di Roma quando un compagno di 13 anni ha aggredito con un coltello la professoressa Isabella Marsilio. Karim è intervenuto, gli ha afferrato il polso e ha impedito che l’attacco proseguisse.

Oggi il quattordicenne è tornato tra i banchi, accolto con grande affetto dalla comunità scolastica. Ma lui ridimensiona il proprio gesto: “Non ho fatto niente di speciale. Qualcuno doveva fermarlo, poteva ucciderla la prof”. Parole riferite alla preside Wanda Giacomini, che lo accompagnerà al ministero dell’Istruzione per ricevere il riconoscimento annunciato dal ministro Giuseppe Valditara.

La storia di Karim

Il ragazzo è arrivato in Italia via mare quando aveva 11 anni e oggi vive insieme al fratellino in una casa famiglia gestita dai Salesiani. Alla scuola Verga è arrivato quest’anno e si è fatto conoscere per l’impegno nello studio e i buoni risultati ottenuti.

Dopo le iniziali difficoltà con la lingua italiana, avrebbe chiesto libri per recuperare più rapidamente e integrarsi nel percorso scolastico. Buoni anche i rapporti costruiti con i compagni. Sul suo intervento è arrivato anche il commento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Ha fatto una grandissima cosa”.

L’aggressione alla professoressa

Venerdì mattina un alunno di 13 anni è entrato in classe con due coltelli e dello spray urticante. Secondo quanto ricostruito finora, avrebbe spruzzato lo spray contro la docente Isabella Marsilio per poi colpirla con il coltello. Il ragazzo avrebbe inoltre predisposto una diretta sui social per mostrare l’aggressione.

Karim si trovava in fondo all’aula. Quando ha visto quanto stava accadendo, è corso verso la cattedra e ha bloccato il polso del tredicenne, impedendogli di sferrare un altro possibile colpo. La professoressa è stata soccorsa, trasportata in ospedale e successivamente dimessa.

Le indagini sui contatti online

Le indagini dei carabinieri si stanno concentrando anche sull’attività online del tredicenne. Gli investigatori stanno analizzando i dispositivi e i contatti utilizzati dal ragazzo per ricostruire quanto accaduto nelle settimane e nelle ore precedenti all’aggressione.

Una prima informativa è stata trasmessa anche alla Procura ordinaria di Roma. Tra gli aspetti da chiarire c’è l’eventuale presenza di persone che possano avere incitato o influenzato il ragazzo attraverso gruppi, chat o canali online. Si tratta di una pista investigativa sulla quale, al momento, non risultano conclusioni definitive.

Quattro utenti collegati alla diretta

Particolare attenzione viene riservata alle persone che avrebbero assistito alla trasmissione dell’attacco. Secondo gli accertamenti, al momento dell’aggressione non più di quattro utenti sarebbero stati collegati alla diretta. Gli investigatori vogliono identificarli e capire chi abbia successivamente diffuso il filmato in rete.

Tra gli elementi al vaglio ci sarebbe anche la presenza di messaggi in cirillico. Viene verificata inoltre l’ipotesi che alcuni contatti o server possano trovarsi all’estero. Al momento, tuttavia, non è stata accertata una matrice politica o ideologica dell’aggressione.

Il messaggio prima dell’attacco

Gli accertamenti riguardano anche un messaggio che il tredicenne avrebbe inviato circa 45 minuti prima dell’aggressione ai componenti di una chat su TikTok: “Guys, guardate il tg dopo”.

I carabinieri stanno quindi ricostruendo i suoi contatti online per capire se qualcuno possa averlo spinto all’azione o gli abbia fornito indicazioni. Tra gli aspetti ancora da verificare c’è anche l’eventuale influenza di contenuti violenti frequentati in rete. Dai racconti dei compagni emerge che il ragazzo trascorresse “molte ore davanti al pc” e fosse “appassionato di video crime, roba violenta”.

La lettera dei genitori alla docente

Nel frattempo, i genitori del tredicenne hanno inviato una mail di scuse alla professoressa, ancora provata da quanto accaduto. “Sta bene, ma è sotto shock”, ha raccontato il figlio della docente: “Ha ricevuto tre coltellate all’altezza del fianco. È un miracolo che i colpi non abbiano colpito organi interni”.

Restano ancora diversi aspetti da chiarire, a partire dal movente dell’aggressione e dagli eventuali contatti precedenti all’attacco. Gli investigatori dovranno inoltre stabilire come il tredicenne sia riuscito a portare all’interno della scuola i coltelli e lo spray urticante. In questo quadro resta il gesto di Karim, che davanti a quanto stava accadendo in classe ha scelto di intervenire.

Redazione

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