Non soltanto la carabina con la quale avrebbe sparato dalla finestra di casa, colpendo almeno due donne in via della Giuliana. Nell’abitazione del cinquantenne indicato come il cosiddetto “cecchino di Prati”, i carabinieri hanno trovato anche altre armi ad aria compressa, un’ottica di puntamento e numerosi piombini.
Durante la perquisizione dell’appartamento, situato al sesto piano di uno stabile di via della Giuliana, gli investigatori hanno sequestrato la carabina ad aria compressa Weihrauch, acquistata dall’uomo il 5 settembre, un’ottica di puntamento per carabine, due pistole ad aria compressa e una pistola a molla per pallini di plastica. Recuperati anche diversi piombini dello stesso tipo di quelli che avrebbero ferito le vittime.
Dimessa Cristina Stillitano
Intanto Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice rimasta ferita, dopo essere stata sottoposta a un intervento al Cto è stata dimessa il 17 settembre con una prognosi di 21 giorni. La donna era stata raggiunta al braccio da un piombino metallico.
Intervistata dalla trasmissione Ore 14 su Rai 2, Stillitano ha raccontato le proprie preoccupazioni dopo aver saputo che il cinquantenne era stato denunciato a piede libero: “Quando ho saputo che l’uomo che mi ha sparato si era costituito, ho provato inizialmente sollievo perché era stato individuato, e anche con grande velocità, dai carabinieri che hanno lavorato davvero tanto. Poi, però, ho provato un grande sconcerto quando ho saputo che era a piede libero. Libero di girare e, potenzialmente, di sparare di nuovo”.
“Una bomba nel quartiere”
A preoccupare ulteriormente la giornalista sarebbe anche quanto riferito dall’uomo agli investigatori sulle ragioni del gesto. “Uno che spara per divertimento – osserva – potrebbe farlo sempre. Quindi adesso ho paura di passare di lì, ho paura di incontrarlo e che possa reagire, magari nei miei confronti o nei confronti della mia famiglia, perché in questo momento sono esposta”.
Stillitano, tornando sul tema della sicurezza e sull’appello lanciato dal marito affinché non cali l’attenzione sulla vicenda, ha aggiunto: “Secondo me questa è una bomba nel quartiere”.
Le indagini e i rilievi balistici
A identificare il cinquantenne sono stati i carabinieri della compagnia Roma San Pietro, al termine di due giorni di indagini e accertamenti balistici condotti anche attraverso tecniche tridimensionali. Le verifiche avrebbero permesso di ricostruire la traiettoria del piombino e risalire all’abitazione dalla quale sarebbero partiti i colpi.
Gli investigatori hanno inoltre individuato l’armeria della zona dove sarebbero stati acquistati i pallini. L’uomo, presentatosi ai carabinieri accompagnato dal proprio avvocato, avrebbe ammesso di aver sparato per divertimento, sostenendo di essersi successivamente reso conto della gravità del comportamento.
Gli altri episodi in via della Giuliana
Oltre a Cristina Stillitano, alcuni giorni prima sarebbe stata colpita di striscio anche Angela Perrone, commercialista con uno studio nella zona. La donna aveva riportato un livido al polpaccio e aveva denunciato l’episodio dopo aver appreso del successivo ferimento della giornalista.
Secondo testimonianze raccolte tra residenti e commercianti, anche altre donne, tra cui alcune turiste, potrebbero essere state prese di mira nei giorni precedenti. Episodi che, tuttavia, non avrebbero provocato conseguenze e per i quali non sarebbero state presentate denunce.
La denuncia a piede libero
Il cinquantenne avrebbe negato di aver scelto deliberatamente le donne come bersagli e avrebbe sostenuto di non aver mai avuto intenzione di fare del male a qualcuno. Avrebbe inoltre raccontato che, dopo essersi accorto di aver ferito Stillitano, sarebbe sceso in strada con l’intenzione di soccorrerla, tornando però successivamente sui propri passi.
L’uomo avrebbe anche precisato di non aver mai voluto colpire anziani o bambini. Nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero per lesioni, mentre le armi e il materiale rinvenuti nell’abitazione sono stati sequestrati nell’ambito degli accertamenti sulla vicenda.
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