Roma punta sull’housing sociale per realizzare 70 mila nuovi alloggi

Roma punta a 70 mila nuovi alloggi in dieci anni: il piano del Campidoglio prevede housing sociale, fondi di garanzia e collaborazione con banche e investitori

Case popolari

La crisi abitativa nella Capitale coinvolge una platea sempre più ampia di cittadini che, pur avendo un reddito da lavoro, non riescono a sostenere i costi del mercato immobiliare libero e allo stesso tempo non rientrano nei requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica. Per affrontare questa situazione, Roma Capitale ha illustrato alla commissione regionale Lazio dell’Associazione bancaria italiana (Abi) un piano basato su housing sociale, edilizia residenziale accessibile e nuovi strumenti di collaborazione tra settore pubblico e privato.

All’incontro hanno partecipato gli assessori capitolini all’Urbanistica Maurizio Veloccia e al Patrimonio e alle Politiche abitative Andrea Tobia Zevi, che hanno presentato le strategie dell’amministrazione per aumentare il numero di abitazioni disponibili a prezzi sostenibili.

Il progetto nasce dall’esigenza di dare una risposta a categorie che oggi incontrano difficoltà nell’accesso alla casa: giovani famiglie, lavoratori precari, nuclei monoparentali e professionisti impegnati nei servizi essenziali come insegnanti, infermieri, operatori sociali e forze dell’ordine.

Il fabbisogno stimato: 70 mila abitazioni nei prossimi dieci anni

Secondo le stime indicate dall’amministrazione capitolina, Roma avrebbe bisogno di circa 70 mila nuovi alloggi nell’arco di dieci anni. La distribuzione prevista riguarda diverse fasce del mercato immobiliare: 20 mila abitazioni destinate all’edilizia pubblica, 30 mila dedicate all’housing sociale e altre 20 mila rivolte alla fascia intermedia che non riesce ad accedere facilmente alle soluzioni abitative tradizionali.

Per raggiungere questi obiettivi, Roma Capitale ha avviato una serie di interventi normativi e amministrativi. Tra questi rientra la delibera 203/2025, che mette a disposizione aree, strumenti urbanistici e patrimonio pubblico per favorire nuovi progetti di edilizia accessibile.

L’obiettivo dichiarato è aumentare l’offerta abitativa senza ricorrere a ulteriore consumo di suolo, valorizzando invece immobili, terreni e opportunità già disponibili.

Parallelamente è in fase di definizione il regolamento capitolino sull’abitare sociale, uno strumento pensato per stabilire criteri uniformi sul territorio comunale. Il provvedimento dovrà disciplinare aspetti come le modalità di accesso agli alloggi, la gestione degli interventi, la definizione dei canoni e il ruolo dei soggetti incaricati della gestione sociale.

Nuovi strumenti finanziari per sostenere gli interventi

Per rendere economicamente sostenibili i progetti di housing sociale, il Campidoglio ha individuato diverse leve finanziarie. Tra gli strumenti previsti figurano contributi pubblici, formule di acquisto differito, partecipazioni nel capitale degli interventi, garanzie contro il rischio di morosità e meccanismi collegati alla determinazione dei canoni.

Il modello punta a favorire una maggiore partecipazione degli operatori privati, collegando il sostegno pubblico alla quantità di edilizia residenziale sociale realizzata nei singoli progetti.

Un ruolo centrale sarà affidato anche all’Agenzia sociale per l’abitare di Roma Capitale, che avrà il compito di accompagnare il rapporto tra proprietari e inquilini, oltre a gestire un registro degli utenti considerati idonei all’assegnazione degli alloggi.

Tra le iniziative previste c’è anche un fondo di garanzia destinato a ridurre il rischio per i proprietari che scelgono di mettere immobili sul mercato attraverso contratti a canone concordato.

La collaborazione con Bei e sistema bancario

Sul fronte degli investimenti, Roma Capitale sta lavorando con la Banca europea degli investimenti (Bei) alla creazione di un veicolo finanziario pubblico-privato dedicato alla realizzazione e alla rigenerazione di abitazioni accessibili.

Il meccanismo ipotizzato prevede che il Comune possa contribuire attraverso capitale e patrimonio pubblico, mettendo a disposizione terreni, immobili e diritti di superficie. A questo apporto potrebbero affiancarsi investitori privati e istituzionali con risorse economiche e competenze progettuali.

La strategia punta a costruire un sistema nel quale risorse pubbliche e private collaborino per aumentare il numero di abitazioni disponibili mantenendo una supervisione pubblica sugli obiettivi sociali degli interventi.

Durante il confronto con la commissione Abi, l’assessore Maurizio Veloccia ha sottolineato l’importanza di una collaborazione tra istituzioni e sistema del credito per affrontare il fabbisogno abitativo della città. Secondo l’assessore, la sfida consiste nel creare condizioni favorevoli affinché anche gli investimenti privati possano contribuire allo sviluppo dell’housing sociale.

Anche Andrea Tobia Zevi ha evidenziato come la difficoltà abitativa riguardi oggi una fascia più ampia della popolazione rispetto al passato, coinvolgendo anche persone occupate che non riescono a sostenere i costi delle abitazioni. Il piano presentato dal Comune punta quindi a integrare patrimonio pubblico, garanzie e investimenti per sviluppare nuove soluzioni destinate a giovani, famiglie e lavoratori.

Redazione

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