Roma e Parigi, arriva il passaporto culturale: musei e teatri con un solo titolo

Via libera unanime del consiglio municipale di Parigi alla proposta dell'eurodeputato Sandro Gozi. Un documento digitale potrebbe consentire ai cittadini delle due capitali di accedere a musei, biblioteche, teatri e festival

passaporto

Un unico passaporto digitale per attraversare i confini della cultura tra Roma e Parigi, facilitando l’accesso al patrimonio artistico e alle iniziative culturali delle due capitali europee. Il consiglio municipale parigino ha approvato all’unanimità, l’8 ottobre, una risoluzione che punta a introdurre un passaporto culturale condiviso, rafforzando una collaborazione istituzionale che prosegue da settant’anni.

L’iniziativa porta la firma di Sandro Gozi, europarlamentare di Renew Europe ed esponente di Italia Viva, eletto nel 2026 anche nel consiglio municipale di Parigi, dove risiede da lungo tempo. Il progetto punta a rendere più semplice e strutturale la fruizione dei servizi culturali delle due città, attraverso uno strumento digitale riconosciuto da entrambe le amministrazioni. Il provvedimento, dopo il primo via libera francese, dovrà essere esaminato anche dall’Assemblea capitolina, dove il gruppo di Italia Viva intende presentare la proposta.

Come funzionerà il passaporto culturale tra Roma e Parigi

Il progetto prevede la creazione di un titolo digitale unico destinato ai cittadini romani e parigini, attraverso il quale accedere alle strutture e alle iniziative culturali aderenti nelle rispettive capitali. Non soltanto musei, dunque, ma anche biblioteche, spettacoli teatrali e manifestazioni artistiche potrebbero rientrare nel sistema di collaborazione. A illustrare gli obiettivi della risoluzione è stato lo stesso Gozi, che ha spiegato all’Ansa:

“La proposta più concreta è il passaporto Parigi-Roma: un unico titolo digitale per entrare in musei, biblioteche, teatri e festival delle due città, aperto a tutti i cittadini romani e parigini”.

Il passaporto culturale non è ancora operativo. L’approvazione della risoluzione rappresenta infatti un primo passaggio politico e istituzionale, al quale dovranno seguire gli accordi necessari per definirne le modalità di utilizzo. Restano quindi da stabilire gli aspetti pratici, comprese le procedure per ottenere il documento digitale, le strutture coinvolte e le eventuali condizioni di accesso alle diverse attività culturali.

Musei già gratuiti grazie al gemellaggio tra le due capitali

La proposta non nasce da zero. Roma e Parigi dispongono già di un accordo che garantisce forme di accesso gratuito e reciproco ai rispettivi musei civici, una delle iniziative sviluppate nell’ambito dello storico gemellaggio tra le due città. Il rapporto istituzionale risale al 30 gennaio 1956, quando venne formalizzato un legame esclusivo destinato a distinguere le due capitali nel panorama delle relazioni internazionali tra amministrazioni locali.

Nel 2026 ricorre il settantesimo anniversario di quell’intesa, un’occasione per rilanciare i rapporti culturali e istituzionali tra Italia e Francia. Il nuovo passaporto avrebbe quindi una funzione più ampia rispetto alle agevolazioni già esistenti. L’obiettivo è riunire in un unico sistema digitale opportunità culturali differenti, superando una gestione limitata alle singole strutture museali. La principale novità sarebbe l’estensione del progetto a una rete culturale più articolata, capace di comprendere anche eventi, spettacoli e altre iniziative organizzate nelle due città.

La proposta arriva in Campidoglio: ora la decisione spetta a Roma

Dopo l’approvazione unanime ottenuta a Parigi, il progetto dovrà affrontare il confronto politico nella Capitale italiana. L’iniziativa sarà portata all’attenzione dell’Assemblea capitolina, nell’aula Giulio Cesare, su impulso del gruppo di Italia Viva.

Il voto del consiglio parigino costituisce un primo risultato per i promotori, ma l’effettiva realizzazione del passaporto richiederà il coinvolgimento delle istituzioni romane e la definizione di un modello condiviso. Le due amministrazioni dovranno eventualmente individuare strumenti compatibili per il riconoscimento dei cittadini e per l’accesso ai servizi aderenti. Il progetto si inserisce in una strategia di rafforzamento dei rapporti tra le capitali, con particolare attenzione alla possibilità di trasformare gli accordi istituzionali in servizi concretamente utilizzabili dalla popolazione.

Non solo musei: allo studio una Biennale tra Roma e Parigi

Il passaporto digitale rappresenta soltanto una delle iniziative contenute nella visione di cooperazione culturale promossa da Gozi. Tra le proposte figura anche l’organizzazione di una Biennale Parigi-Roma, una manifestazione da ospitare alternativamente nelle due capitali, coinvolgendo direttamente i municipi romani e gli arrondissement parigini.

L’intenzione è ampliare la collaborazione culturale oltre il livello delle amministrazioni centrali, favorendo la partecipazione delle articolazioni territoriali delle due città. Un ulteriore progetto riguarda l’istituzione di una Giornata Parigi-Roma, da celebrare ogni anno il 21 aprile, data che coincide con il Natale di Roma. L’europarlamentare ha illustrato così il significato delle iniziative:

“Lo trasformiamo in uno strumento vero. Chiediamo poi di studiare una Biennale Parigi-Roma, ospitata a turno dalle due capitali con il coinvolgimento di municipi e arrondissement (i municipi parigini, ndr), e una Giornata Parigi-Roma da celebrare ogni anno il 21 aprile. Il Trattato del Quirinale riconosce agli enti locali un ruolo preciso nella cooperazione tra Italia e Francia, ed è ora di usarlo”.

Redazione

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