Ciampino, 150mila api invadono un palazzo: attaccati passanti e bambini

La colonia viveva da due anni accanto alla finestra di un'anziana. Due ore di intervento e numerose punture per salvare gli insetti

Centocinquantamila api, sette enormi favi e un intero condominio costretto a fare i conti con una colonia diventata sempre più difficile da gestire. È successo a Ciampino, dove un intervento durato oltre due ore ha permesso di recuperare e trasferire in sicurezza una gigantesca famiglia di insetti che da circa due anni aveva costruito il proprio alveare nell’intercapedine di un edificio. Durante le operazioni, però, le api hanno reagito aggredendo anche persone che si trovavano a oltre cinquanta metri di distanza, tra cui alcuni bambini.

Il nido si trovava al terzo piano, proprio accanto alla finestra dell’appartamento di una donna molto anziana. Una presenza che, con il passare del tempo, aveva reso sempre più complicata la quotidianità dei residenti. Per questo i condomini hanno deciso all’unanimità di affidarsi a un esperto per rimuovere la colonia senza distruggerla.

Sette favi lunghi oltre un metro

A occuparsi dell’operazione è stato Andrea Lunerti, esperto di sicurezza uomo-animale, che una volta raggiunta l’intercapedine si è trovato davanti un alveare di dimensioni eccezionali. La struttura era composta da sette grandi favi, lunghi circa un metro e venti ciascuno, con abbondanti riserve di miele e la covata disposta nella zona centrale. Elementi che indicavano una colonia numerosa e organizzata, con la regina ancora presente.

La reazione degli insetti è stata immediata. Migliaia di api si sono sollevate in volo, formando una sorta di vortice e rendendo difficoltoso persino il passaggio dei pedoni nelle vicinanze. La situazione ha provocato momenti di paura tra i residenti e le persone presenti in strada.

«Era una famiglia molto aggressiva, che fino all’ultimo, ha tentato di difendere la propria casa . Aggressività – spiega a “Il Messaggero” Lunerti, ancora alle prese con le conseguenze delle punture ricevute – dettata anche dai continui attacchi che questi insetti subiscono dalla Vespa orientalis. Le api, come tutti gli animali, non si rendono conto della nostra volontà di portarli al sicuro. Per loro rappresentiamo comunque una minaccia».

Le punture e il trasferimento

Per cercare di contenere la reazione della colonia, Lunerti ha utilizzato del fumo, ma l’operazione si è rivelata particolarmente impegnativa. L’esperto è stato punto ripetutamente, anche in punti delicati del corpo.

«Ho cercato di tranquillizzare le api utilizzando del fumo, ma alla fine si è rivelato comunque un intervento impegnativo. Ho ricevuto davvero parecchie punture, alcune rischiose sul collo», ha raccontato.

Lunerti ha inoltre spiegato che persino gli indumenti protettivi possono rivelarsi insufficienti quando un numero così elevato di insetti reagisce contemporaneamente. «Non sempre i DPI – i dispositivi di protezione individuale – garantiscono una copertura assoluta Quando migliaia di api sono determinate a pungere si concentrano sull’operatore e vanno alla ricerca di qualsiasi spazio pur di riuscire a raggiungere la pelle dell’uomo».

Nonostante le difficoltà, tutte le operazioni si sono concluse con il salvataggio della colonia. Le circa 150mila api sono state recuperate e trasferite al Rifugio del Lupo, a Morlupo, in un ambiente più adatto alla loro presenza e lontano dalle abitazioni.

Redazione

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