Lavoratori Ama in protesta: richiesta di ripristino dello smart working al 50%

La protesta dei lavoratori Ama per ripristinare lo smart working al 50% prosegue, con il sostegno della politica

AMA

La richiesta di ritorno al lavoro a distanza

Il lavoro a distanza, introdotto in emergenza durante la pandemia anche per i dipendenti di Ama, ha dimostrato grande efficienza. Secondo Simona Lombardo, del comitato dei lavoratori di Ama, il passaggio allo smart working avvenne in maniera rapida e senza intoppi. Durante l’emergenza sanitaria, i dipendenti hanno potuto operare da casa senza compromettere la sicurezza dei dati e mantenendo un’alta produttività.

Tuttavia, nonostante i risultati positivi, a marzo 2023 la direzione Risorse Umane ha deciso di sospendere questa modalità lavorativa, obbligando i dipendenti amministrativi a tornare in sede a tempo pieno. Questa decisione ha generato una forte protesta da parte dei lavoratori, che chiedono il ripristino del lavoro da remoto almeno per il 50% delle ore settimanali.

Un cambiamento improvviso e controverso

Il ritorno forzato in presenza ha colpito circa mille lavoratori della municipalizzata, nonostante i riscontri positivi ottenuti dallo smart working, come la riduzione dell’assenteismo e l’aumento della produttività, confermati anche dalla FP Cgil. La sindacalista Lombardo ha criticato duramente Ama per non aver fornito spiegazioni adeguate sulle ragioni del cambio di rotta, sottolineando come l’azienda sembri andare contro le indicazioni di Roma Capitale, che promuove il telelavoro per migliorare la sostenibilità e l’efficienza organizzativa.

Le critiche dei sindacati e l’azione della politica

Anche la FP Cgil ha espresso il proprio dissenso, definendo la decisione di Ama un “passo indietro ottocentesco”. Il sindacato ha sottolineato come la scelta sia in totale contraddizione con i progressi tecnologici e con le politiche attuate a livello comunale. In risposta, Ama ha concesso la possibilità di telelavoro solo a quattro settori specifici, ma senza offrire una soluzione adeguata per la maggior parte dei dipendenti amministrativi.

Ora, la questione è arrivata anche in commissione ambiente, dove rappresentanti di vari partiti politici si sono schierati a favore dei lavoratori di Ama. Dal Pd al M5S, fino a Forza Italia e Sinistra Civica Ecologista, i consiglieri si sono impegnati a portare la questione in aula Giulio Cesare, con l’obiettivo di dettare una linea chiara alla municipalizzata. Il consigliere Alessandro Luparelli di SCE ha auspicato un’indicazione forte da parte dell’aula, mentre Daniele Diaco del M5S ha sottolineato la necessità di seguire l’esempio virtuoso di Roma Capitale. Francesco Carpano di Forza Italia ha criticato il pregiudizio nei confronti del lavoro da casa, sostenendo che non debba essere considerato meno valido rispetto al lavoro in presenza.

Redazione

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1 anno fa

e si puliscono strade e cassonetti tramite PC … questa è proprio bella!!!!!!

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