Demolizione imminente per il “Panamino” a Villa Ada: dopo anni di abusi, arrivano le ruspe

Il chiosco abusivo "Panamino" a Villa Ada sarà demolito entro fine 2024, dopo anni di abusi edilizi. Le autorità puntano a un progetto di riqualificazione sostenibile per l’area

Villa Ada

Dopo anni di attesa e controversie, il destino del chiosco abusivo “Panamino” a Villa Ada sembra finalmente deciso. Il II Municipio di Roma ha confermato che la demolizione della struttura avverrà entro la fine del 2024, ponendo fine a una lunga vicenda legata a violazioni edilizie all’interno del parco Rabin, un’area verde tutelata nel contesto storico di Villa Ada.

L’abbattimento dell’ex “Panamino”

Il chiosco, originariamente costruito in legno all’inizio del ‘900 e successivamente trasformato in un punto di ristoro, era diventato una struttura imponente, ben oltre i 90 mq autorizzati, grazie all’aggiunta di gazebo, ristorante e altre strutture. Nonostante il Comune avesse chiesto la demolizione già nel 2012, i gestori hanno continuato a operare fino al 2022, quando finalmente sono stati apposti i sigilli. Ora, a seguito della conclusione di una gara d’appalto e della disponibilità dei fondi necessari, si è pronti a procedere con l’abbattimento.

Gli assessori del II Municipio, Rino Fabiano (Ambiente) e Paola Rossi (Lavori Pubblici), hanno confermato che il contratto con la ditta di demolizioni sarà firmato il 16 ottobre 2024 e che i lavori inizieranno nelle settimane successive. “Dopo tanti anni abbattiamo anche l’ex ‘Panamino’, come già fatto con l’ex bocciofilo al parco Nemorense e l’ex ‘Casina dei Pini’ a Villa Massimo”, ha dichiarato Fabiano.

Un progetto oltre la demolizione

La demolizione del “Panamino” rappresenta solo il primo passo verso la riqualificazione dell’area. Il futuro bando di affidamento per l’area del chiosco sarà vincolato a un progetto di carattere sociale e ambientale, come sottolineato dagli assessori. L’obiettivo è quello di garantire una gestione che non si limiti alla semplice attività commerciale, ma che includa interventi di cura del parco, illuminazione e pulizia.

Negli ultimi anni, parco Rabin ha già visto importanti interventi, come la messa in sicurezza di una falda geologica di 10.000 mq e la donazione di giochi per bambini da parte dell’Ambasciata d’Israele. L’idea è quella di proseguire su questa strada, continuando a migliorare la vivibilità dell’area per i cittadini, con progetti che potrebbero includere la creazione di una zona per i cani.

Le pressioni degli ambientalisti

La demolizione del “Panamino” è stata accolta con soddisfazione anche dalle associazioni ambientaliste. L’Osservatorio Sherwood, che da anni si batte per la tutela di Villa Ada, ha espresso il proprio apprezzamento per l’imminente abbattimento. Tuttavia, il presidente dell’Osservatorio, Lorenzo Grassi, ha invitato le autorità a prendere in considerazione una visione più ampia per l’intera area di parco Rabin. Tra le priorità segnalate, vi sono la gestione del Villino Todini, sequestrato per mancanza di autorizzazioni, e l’impatto del Grande Raccordo Anulare delle Bici previsto per passare nell’area.

L’Osservatorio ha inoltre criticato i piani di riqualificazione dell’università Luiss, che punta a cementificare il cratere di un parcheggio abusivo in via Panama. Secondo Grassi, la rinaturalizzazione di Villa Ada dovrebbe essere una priorità, soprattutto per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, come promesso dal sindaco Gualtieri.

Una vicenda lunga e complessa

Il caso del “Panamino” è emblematico delle difficoltà che spesso accompagnano la gestione delle aree verdi e storiche di Roma. La struttura, divenuta un punto di ritrovo storico per la Roma bene, ha rappresentato una violazione edilizia tollerata per oltre un decennio, nonostante le sentenze contrarie emesse dal TAR e dal Consiglio di Stato. Solo nel 2022, dopo un lungo iter giudiziario e burocratico, Roma Capitale ha deciso di intervenire, ma ci sono voluti altri due anni per arrivare all’imminente demolizione.

Ora, con la promessa di un progetto che guardi oltre la semplice demolizione, i cittadini sperano che parco Rabin e Villa Ada possano tornare a essere gestiti in maniera più sostenibile e attenta alla tutela del patrimonio ambientale.

Redazione

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