Palazzina esplosa a Monteverde, aperta un’inchiesta per disastro colposo

La procura di Roma indaga sul crollo tra via Vitellia e via Pio Foà: un turista scozzese in gravi condizioni. Sotto esame la sicurezza del B&B

esplosione Monteverde

È stata aperta un’indagine per disastro colposo e lesioni a seguito dell’esplosione che ha provocato il crollo di una palazzina nel quartiere Monteverde, a Roma. Il fascicolo, al momento a carico di ignoti, è coordinato dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e affidato ai carabinieri della compagnia di Trastevere. L’incidente, avvenuto tra via Vitellia e via Pio Foà, ha causato il ferimento grave di Grant Paterson, turista scozzese di 54 anni, ricoverato con ustioni estese all’ospedale Sant’Eugenio.

Immediato il sequestro dell’edificio, disposto dalla procura per permettere rilievi tecnici e accertamenti. Vigili del fuoco e carabinieri hanno trasmesso le prime informative, ricostruendo le fasi iniziali dell’intervento e individuando l’area critica da cui sarebbe partita l’esplosione.

Le indagini si concentrano sulle cause del crollo e sulle eventuali responsabilità. Tra gli interrogati, figurano i proprietari degli immobili, il gestore del B&B al primo piano – dove soggiornava Paterson – e alcuni residenti degli edifici adiacenti. Le autorità stanno lavorando per stabilire il punto esatto dell’esplosione e comprendere se una fuga di gas possa aver innescato la deflagrazione.

Un elemento cruciale riguarda la conformità del B&B alle norme di sicurezza. Dalle prime verifiche, la comunicazione dell’attività ricettiva al Comune risulta regolare, ma resta da accertare se la struttura fosse dotata di un rilevatore di monossido di carbonio, la cui assenza potrebbe aver aggravato le conseguenze dell’incidente. Gli inquirenti analizzeranno anche i detriti per comprendere la dinamica precisa dell’esplosione e valutare eventuali negligenze.

Le condizioni di Grant Paterson destano particolare preoccupazione. Il turista scozzese ha riportato ustioni sul 75% del corpo e si trova attualmente in terapia intensiva, con prognosi riservata. Poche ore prima dell’incidente, aveva pubblicato su Facebook un post inquietante: “Questa dovrebbe essere una buona settimana… se non vengo ucciso in qualche modo empio”. Una frase che, alla luce dei fatti, assume contorni sinistri.

Redazione

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