Momenti di tensione nel centro di Roma durante le manifestazioni di sabato 24 ottobre 2026. Nel tardo pomeriggio, un gruppo di circa mille persone, distaccatosi da una precedente mobilitazione contro la guerra, ha raggiunto il Colosseo riuscendo a entrare nell’area dell’Anfiteatro Flavio nonostante il dispositivo di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine.
L’episodio si è verificato intorno alle 17:40, al termine di una serie di spostamenti che hanno interessato via Cavour, via dei Fori Imperiali e le strade circostanti il parco archeologico.
I manifestanti hanno superato gli accessi dell’area monumentale, per poi uscire poco dopo sotto il controllo degli agenti schierati nelle vicinanze. All’esterno si sono registrati momenti di confronto con le forze dell’ordine, impegnate a gestire l’allontanamento del gruppo.
L’episodio ha rappresentato uno dei momenti più delicati di una giornata caratterizzata da controlli straordinari, mobilitazioni politiche e misure preventive adottate per scongiurare il ripetersi delle violenze verificatesi nel precedente fine settimana a Milano e Torino.
Da via Cavour al Circo Massimo, il percorso dei manifestanti
La situazione è cambiata dopo la conclusione della manifestazione autorizzata contro la guerra, organizzata dall’Asse antimperialista.
Mentre una parte dei partecipanti lasciava la zona, altri gruppi hanno continuato a muoversi nel centro storico, seguiti a distanza ravvicinata dalle forze dell’ordine.
Un primo gruppo ha imboccato via degli Annibaldi, tentando di dirigersi verso il Colosseo. La presenza di uno sbarramento della polizia ha inizialmente impedito di proseguire, costringendo i manifestanti a tornare verso via Cavour.
Qui sono stati scanditi slogan contro il governo e le forze dell’ordine. Alcuni esercenti, preoccupati per possibili disordini, hanno deciso di chiudere temporaneamente i locali, ritirando tavoli e sedie sistemati all’esterno.
Intorno alle 17:30, un gruppo più numeroso, composto da circa mille persone, ha ripreso la marcia lungo via dei Fori Imperiali con l’intenzione di raggiungere il Circo Massimo.
Anche in questo caso, il percorso è stato modificato a causa della presenza di agenti schierati lungo via Aventino.
I partecipanti si sono quindi diretti verso il parco archeologico del Colosseo, dove si è verificato l’ingresso nell’anfiteatro. La permanenza all’interno è stata breve e le operazioni di uscita si sono svolte sotto la sorveglianza della polizia.
Oltre 200 identificati e 63 persone accompagnate in questura
Parallelamente alle manifestazioni, la questura di Roma ha intensificato le attività di prevenzione nelle aree considerate maggiormente esposte al rischio di incidenti.
Il bilancio comunicato nel corso della giornata parla di oltre 200 giovani identificati, con 63 persone accompagnate negli uffici di polizia per ulteriori verifiche.
I controlli sono stati effettuati in numerosi punti della Capitale, tra cui piazza della Repubblica, Circo Massimo, via Cavour, via Einaudi, piazzale Ostiense e via Napoleone III.
Particolare attenzione è stata riservata anche alle stazioni della metropolitana Colosseo e Laurentina.
Durante una prima operazione, venti giovani, tra cui un minorenne, sono stati trovati in possesso di oggetti ritenuti sospetti dagli investigatori.
Tra il materiale individuato figuravano passamontagna, maschere, scaldacollo, bombolette spray e zaini, elementi che hanno richiesto ulteriori accertamenti sulla loro possibile destinazione.
D’intesa con la procura della Repubblica, le persone controllate sono state accompagnate negli uffici della questura, dove è stata valutata anche l’eventuale applicazione di misure preventive.
Successivamente, altri 23 soggetti sono stati intercettati in diverse zone cittadine con materiale che, secondo gli investigatori, presentava caratteristiche simili a quelle indicate in alcune comunicazioni diffuse online.
Le identificazioni e gli accompagnamenti negli uffici di polizia non costituiscono, di per sé, provvedimenti di arresto o accertamenti definitivi di responsabilità penali.
Tre stazioni della metropolitana chiuse per motivi di sicurezza
Le operazioni di controllo hanno interessato anche la mobilità urbana.
Le autorità hanno disposto la chiusura delle stazioni Colosseo, Circo Massimo e Vittorio Emanuele, situate lungo le linee della metropolitana romana.
La decisione è stata adottata per ragioni di ordine pubblico, considerando la vicinanza degli accessi ai luoghi interessati dai cortei e dai possibili concentramenti.
Il provvedimento si è inserito in un piano più ampio, caratterizzato da presidi fissi, pattugliamenti e controlli sulle principali direttrici di spostamento verso il centro storico.
L’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata anche sulla possibilità che gruppi di manifestanti potessero modificare improvvisamente il proprio itinerario, rendendo necessarie ulteriori limitazioni alla circolazione.
Seguici su
Aggiungi romatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.