Roma blindata per i cortei, oltre 200 giovani identificati: chiuse tre metro

Roma blindata per i cortei del 24 ottobre: oltre 200 identificati, 63 accompagnati in questura e tre stazioni metro chiuse. Schierati 1.500 agenti

Roma attraversa un sabato di massima allerta sul fronte dell’ordine pubblico, con controlli rafforzati, stazioni della metropolitana chiuse e numerosi giovani sottoposti ad accertamenti dalle forze dell’ordine. Nel corso della giornata di sabato 24 ottobre 2026, la questura ha comunicato l’identificazione di oltre 200 persone nell’ambito delle operazioni preventive predisposte in occasione delle manifestazioni annunciate nella Capitale.

Le verifiche hanno interessato diversi punti strategici della città, soprattutto nelle vicinanze delle principali piazze e dei collegamenti della rete metropolitana. Almeno 63 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia per ulteriori accertamenti, mentre gli investigatori stanno valutando le singole posizioni.

L’operazione rientra nel dispositivo straordinario attivato per prevenire eventuali episodi di violenza, dopo gli scontri verificatisi nel precedente fine settimana a Milano e Torino.

Le autorità hanno concentrato particolare attenzione sui possibili raduni non preavvisati e sugli spostamenti di gruppi organizzati attraverso le piattaforme digitali.

Passamontagna, spray e maschere durante i controlli

Tra gli elementi emersi durante le verifiche figura il ritrovamento di oggetti considerati rilevanti dagli investigatori in relazione al rischio di disordini.

Una prima serie di accertamenti ha riguardato 20 giovani, tra cui un minorenne, controllati nelle aree del Circo Massimo, di piazza della Repubblica e lungo via Cavour e via Einaudi.

Durante le operazioni sono stati individuati passamontagna, scaldacollo, maschere, bombolette spray e zaini che, secondo gli investigatori, avrebbero potuto essere utilizzati per nascondere materiale.

D’intesa con la procura della Repubblica di Roma, i giovani sono stati accompagnati negli uffici della questura. Le autorità stanno esaminando la possibilità di applicare le misure preventive previste dalla normativa.

Ulteriori controlli hanno interessato altre 23 persone individuate tra piazzale Ostiense, via Napoleone III, piazza della Repubblica e le stazioni della metropolitana Colosseo e Laurentina.

Anche in queste circostanze, gli agenti hanno segnalato la presenza di oggetti ritenuti compatibili con le indicazioni diffuse attraverso alcuni canali online.

L’identificazione o l’accompagnamento negli uffici di polizia non equivalgono automaticamente a un arresto, né dimostrano il coinvolgimento delle persone controllate in attività illecite.

Metro chiuse a Roma: stop a Colosseo, Circo Massimo e Vittorio Emanuele

Le esigenze di sicurezza hanno avuto conseguenze anche sul trasporto pubblico cittadino.

Su disposizione delle autorità sono state chiuse tre stazioni della metropolitana romana: Colosseo, Circo Massimo e Vittorio Emanuele.

Il provvedimento è stato adottato nell’ambito delle misure preventive destinate a limitare eventuali criticità nelle zone interessate dalle mobilitazioni.

Le stazioni coinvolte si trovano in aree particolarmente importanti per gli spostamenti verso il centro storico e i luoghi di ritrovo dei manifestanti.

La chiusura ha quindi rappresentato un ulteriore elemento di difficoltà per la circolazione cittadina, già condizionata dalla presenza dei cortei e dalle operazioni di controllo.

Il piano di sicurezza prevede inoltre presidi territoriali, pattugliamenti e strumenti di osservazione dall’alto per seguire l’evoluzione della situazione.

Movimento 17 ottobre, sotto osservazione i raduni organizzati via Telegram

La principale incognita della giornata riguarda il Movimento 17 ottobre, una realtà che ha annunciato mobilitazioni in diverse città italiane attraverso modalità differenti rispetto ai tradizionali cortei.

Il gruppo si presenta come una formazione senza una struttura gerarchica definita e indipendente dalle organizzazioni politiche e sindacali.

La strategia annunciata prevede più punti di concentramento e successivi spostamenti verso una destinazione comune, comunicata soltanto a ridosso dell’iniziativa.

Rispetto alle precedenti indicazioni, che comprendevano anche un appuntamento al Circo Massimo, gli organizzatori hanno modificato il programma scegliendo una mobilitazione più dinamica.

Il modello richiamato è quello denominato “be water”, basato sulla capacità dei gruppi di spostarsi rapidamente e modificare la propria presenza sul territorio.

Le comunicazioni relative ai luoghi di incontro vengono diffuse principalmente attraverso Telegram e altri canali social.

Per questo motivo, la Digos e gli specialisti della sicurezza cibernetica stanno monitorando le comunicazioni pubbliche online, con l’obiettivo di individuare possibili situazioni di rischio e prevenire eventuali azioni violente.

Individuato a Milano un presunto responsabile della pagina social

Gli accertamenti investigativi hanno interessato anche la gestione dei canali digitali collegati al Movimento 17 ottobre.

Secondo quanto riportato dal Tg1, la polizia avrebbe individuato un uomo di 31 anni, cittadino italiano di origini palestinesi, ritenuto coinvolto nella gestione della pagina Instagram del movimento.

L’uomo, formalmente residente nella provincia di Brescia, sarebbe stato accompagnato negli uffici della questura di Milano per essere ascoltato dagli investigatori.

Contestualmente sarebbero state avviate perquisizioni in un’abitazione situata nella periferia del capoluogo lombardo.

Secondo le informazioni diffuse, il trentunenne sarebbe attivo nell’ambiente dei movimenti a sostegno della Palestina e svolgerebbe attività giornalistica come collaboratore freelance di una testata nazionale.

Il suo eventuale ruolo nell’organizzazione delle mobilitazioni resta oggetto degli accertamenti, e le informazioni disponibili non consentono di attribuirgli responsabilità per possibili episodi di violenza.

Corteo contro la guerra, manifestanti da piazza della Repubblica

Nel frattempo, nel centro di Roma ha preso il via la manifestazione autorizzata promossa dall’Asse antimperialista.

Il corteo, organizzato con lo slogan “Fuori l’Italia dalla guerra”, è partito da piazza della Repubblica con destinazione via dei Fori Imperiali.

Gli organizzatori avevano previsto una partecipazione di circa 10mila persone, mentre nelle prime fasi della mobilitazione sono state segnalate alcune centinaia di manifestanti.

La protesta si concentra sull’opposizione alla Nato, alle politiche di riarmo europeo e al coinvolgimento italiano nei conflitti internazionali.

Lungo il percorso sono comparse bandiere palestinesi, cubane, libanesi e italiane, insieme ai simboli di organizzazioni politiche comuniste.

I partecipanti hanno esposto striscioni e cartelli con messaggi contro la guerra e il sistema capitalistico, accompagnando il corteo con slogan e interventi politici.

Un’altra manifestazione autorizzata, denominata “Sblocchiamo tutto” e promossa da Azione Universitaria e Azione Studentesca, si è invece conclusa senza incidenti nel quartiere Prati, dopo aver attraversato il percorso compreso tra piazza della Libertà e piazza Risorgimento.

Commercianti preoccupati, vetrine protette nel centro storico

Il clima di allerta ha avuto ripercussioni anche sulle attività economiche della Capitale.

Circa un negozio su quattro nelle zone commerciali considerate più esposte ha scelto di chiudere o rafforzare le protezioni, secondo quanto riferito dai rappresentanti di Confcommercio Centro Storico Roma.

Particolarmente visibili le precauzioni adottate nell’area del Tridente e in via dei Condotti, dove diversi esercizi hanno installato pannelli di legno davanti alle vetrine.

La decisione è stata motivata dal timore di danneggiamenti e saccheggi, anche alla luce delle immagini delle devastazioni registrate nei giorni precedenti a Milano.

Per i commercianti, la sospensione delle vendite durante il fine settimana comporta conseguenze economiche significative, soprattutto per le imprese familiari e i negozi indipendenti.

Le associazioni di categoria chiedono misure capaci di garantire contemporaneamente il diritto a manifestare e la continuità delle attività commerciali.

Oltre 1.500 agenti schierati, allerta anche per i cittadini americani

Il piano straordinario predisposto per Roma coinvolge oltre 1.500 operatori delle forze dell’ordine, ai quali si aggiungono circa 300 agenti della polizia locale impegnati nella gestione del traffico e negli altri servizi cittadini.

Le operazioni comprendono pattugliamenti, controlli preventivi, sorveglianza delle aree sensibili e monitoraggio dei possibili spostamenti dei manifestanti.

Tra gli aspetti considerati dalle autorità figura anche l’eventualità di iniziative provocatorie da parte di gruppi esterni ai cortei, comprese possibili contromobilitazioni riconducibili ad ambienti del tifo organizzato.

L’attenzione si estende inoltre agli altri appuntamenti previsti nella Capitale, tra cui un incontro di calcio allo Stadio Olimpico.

Anche l’Ambasciata degli Stati Uniti ha richiamato i propri cittadini alla prudenza, raccomandando di evitare le zone interessate dalle manifestazioni.

La giornata del 24 ottobre rimane dunque caratterizzata da un elevato livello di vigilanza, mentre proseguono le verifiche sulle persone identificate e il monitoraggio delle iniziative annunciate nel centro cittadino.

Redazione

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