Roma, cresce la protesta nelle scuole: occupazioni in diversi licei e nuovi scioperi

Occupazioni nelle scuole di Roma: cresce la protesta degli studenti tra problemi strutturali, rivendicazioni politiche e sciopero del 30 ottobre

Sciopero

A Roma si intensifica la mobilitazione degli studenti, con un numero crescente di istituti superiori interessati da occupazioni, assemblee e iniziative di protesta. Dopo le manifestazioni del 16 ottobre 2026, diversi collettivi studenteschi hanno deciso di proseguire la contestazione direttamente all’interno delle scuole, dando vita a un movimento che coinvolge quartieri differenti della Capitale.

Le rivendicazioni riguardano sia problemi concreti legati alla manutenzione degli edifici e alla qualità degli ambienti scolastici, sia questioni politiche e sociali di carattere nazionale e internazionale. Tra i temi sollevati figurano il diritto all’abitare, il conflitto in Palestina, le spese militari e le scelte del governo in materia di istruzione.

La protesta, tuttavia, non si limiterà alle occupazioni. Il prossimo appuntamento è previsto per il 30 ottobre, quando gli studenti parteciperanno allo sciopero generale promosso dai sindacati di base, con una mobilitazione incentrata sull’opposizione alla guerra, al riarmo e all’aumento del costo della vita.

Edifici deteriorati e problemi strutturali: le denunce degli studenti

Una parte significativa delle contestazioni riguarda le condizioni degli istituti scolastici romani. Al liceo Francesco d’Assisi, nella sede di via della Primavera 207, gli studenti hanno avviato un’occupazione per richiamare l’attenzione sulle carenze strutturali dell’edificio.

Secondo quanto denunciato dal collettivo, numerosi servizi igienici presenterebbero guasti agli scarichi e problemi alle porte, mentre i corridoi verserebbero in condizioni di scarsa pulizia. Tra le criticità segnalate compaiono anche infiltrazioni d’acqua nella palestra e la presenza, nel cortile, di materiali di risulta che non sarebbero stati rimossi da circa un anno.

Alle richieste di interventi per migliorare gli spazi scolastici si affianca la contrarietà ad alcuni provvedimenti governativi, tra cui il decreto Scuola.

Situazione di disagio anche a Ostia, dove gli studenti del liceo Toscanelli hanno scelto una diversa forma di mobilitazione, proclamando uno sciopero permanente per denunciare le condizioni dell’edificio.

Le segnalazioni riguardano perdite d’acqua dai termosifoni, presenza di scarafaggi nei bagni e crepe sulle pareti. Problemi che, secondo gli studenti, renderebbero necessario un intervento per garantire ambienti adeguati allo svolgimento delle attività didattiche.

La mappa degli istituti occupati nella Capitale

L’ondata di occupazioni ha interessato progressivamente numerose scuole, estendendosi dal centro cittadino ai quartieri periferici.

Il 19 ottobre sono state occupate tre strutture: il liceo Morgagni a Monteverde, l’Ambrosoli a Centocelle e la sede di via Libetta del Rossellini.

Nelle ore successive la mobilitazione si è ampliata, coinvolgendo altri istituti. Tra questi figura il liceo Plinio Seniore di via Montebello, dove il collettivo 20 novembre ha diffuso un documento per spiegare le ragioni dell’iniziativa.

Anche il liceo Newton è stato interessato da nuove proteste. Dopo l’occupazione della sede principale, avvenuta il 13 ottobre, gli studenti hanno preso possesso della succursale di via dell’Olmata. L’azione è stata rivendicata dal collettivo Assange.

Il 20 ottobre si sono aggiunte le due sedi del liceo Benedetto da Norcia, situate in via Saracinesco e via Anagni, insieme alla sede centrale del Leopoldo Pirelli, in via Rocca di Papa.

Il quadro delle mobilitazioni comprende quindi istituti distribuiti in diverse zone della città, con modalità di protesta che variano dall’occupazione degli edifici alla sospensione delle attività scolastiche.

Diritto alla casa, Palestina e istruzione al centro delle rivendicazioni

Accanto alle questioni relative alla sicurezza e alla manutenzione delle scuole, i collettivi hanno inserito nelle proprie piattaforme rivendicative temi che riguardano più ampiamente la società.

Gli studenti del Newton, attraverso il collettivo Assange, hanno richiamato l’attenzione sulla situazione in Palestina e sull’emergenza abitativa nella Capitale.

In particolare, hanno denunciato l’insufficienza degli alloggi popolari rispetto alla domanda di abitazioni e criticato le politiche di sgombero, citando il caso della comunità di Spin Time.

Secondo gli studenti, gli interventi sulle occupazioni abitative rischierebbero di aggravare le difficoltà delle famiglie che non dispongono di soluzioni alternative.

Al Plinio Seniore, invece, il collettivo 20 novembre ha collegato l’occupazione alla necessità di costruire percorsi di partecipazione politica all’interno degli istituti.

Nel documento diffuso dagli studenti viene contestato un modello organizzativo della scuola considerato sempre più vicino a quello aziendale, con una gestione ritenuta eccessivamente accentrata.

Il collettivo critica inoltre quella che definisce una progressiva militarizzazione dell’istruzione, sostenendo la necessità di difendere gli spazi di confronto e organizzazione studentesca.

Il 30 ottobre studenti nuovamente in piazza per lo sciopero generale

Le occupazioni rappresentano soltanto una fase della mobilitazione annunciata dai collettivi romani.

Il 30 ottobre 2026 è previsto un nuovo sciopero generale dei sindacati di base, al quale hanno annunciato la propria adesione anche gli studenti del collettivo Osa.

La giornata sarà dedicata alla contestazione delle politiche di riarmo, ai conflitti internazionali e alle difficoltà economiche legate all’aumento dei prezzi.

L’appuntamento arriverà a due settimane dalla manifestazione del 16 ottobre, durante la quale si erano verificati momenti di tensione nei pressi del ministero dell’Istruzione.

In quell’occasione erano stati rovesciati alcuni cassonetti e si erano registrati lanci di bottiglie e ordigni pirotecnici contro le forze dell’ordine.

Il nuovo sciopero si inserirà dunque in un contesto caratterizzato da una crescente partecipazione dei movimenti studenteschi e da una contestazione che coinvolge sia le politiche scolastiche sia le principali questioni sociali.

Nuova mobilitazione il 20 novembre con la Cgil

Il calendario delle proteste non si concluderà con lo sciopero di fine ottobre.

Un ulteriore appuntamento è stato annunciato per il 20 novembre, in occasione della mobilitazione promossa dalla Cgil, alla quale prenderà parte anche la Rete degli studenti medi.

La partecipazione delle organizzazioni studentesche alle iniziative sindacali conferma la volontà dei collettivi di portare le proprie rivendicazioni oltre gli edifici scolastici.

Nelle prossime settimane, quindi, Roma sarà interessata da ulteriori iniziative di protesta, mentre negli istituti già occupati proseguirà il confronto sulle condizioni delle strutture, sull’organizzazione della didattica e sulle richieste avanzate dagli studenti.

La situazione rimane in evoluzione, con nuove manifestazioni già programmate e numerose scuole coinvolte nella mobilitazione dell’autunno 2026.

Redazione

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