Una fuga improvvisa nel cuore di Roma si è trasformata in un intervento di salvataggio nelle acque del Tevere. Protagonista un 25enne che, dopo essere scappato da un’ambulanza nei pressi dell’Isola Tiberina, si è gettato nel fiume, rimanendo intrappolato dalla corrente in una zona caratterizzata dalla presenza di scogli.
Il giovane, impossibilitato a raggiungere autonomamente la riva, è stato recuperato dai carabinieri intervenuti sul posto. L’episodio si è concluso con il suo arresto e il successivo trasferimento in ospedale per gli accertamenti sanitari.
La vicenda, avvenuta domenica 18 ottobre, era cominciata alcune ore prima nel quartiere Esquilino, dove il 25enne era stato fermato dopo un presunto tentativo di furto all’interno di un esercizio commerciale.
Si getta nel Tevere e resta bloccato dalla corrente
Il momento più delicato della vicenda si è verificato nelle vicinanze di Ponte Cestio, quando il giovane, dopo essersi allontanato dal personale sanitario, ha raggiunto il fiume e si è lanciato in acqua.
La corrente del Tevere gli ha impedito di proseguire la fuga, costringendolo a cercare riparo in un tratto roccioso situato a valle del ponte.
Il 25enne è riuscito ad aggrapparsi a una roccia, ma non è stato in grado di tornare sulla terraferma. La situazione è diventata particolarmente rischiosa a causa della forza dell’acqua e delle difficoltà nel raggiungere un punto sicuro.
Sul posto erano presenti i militari della Compagnia Roma Centro, che si trovavano nelle vicinanze per assistere il personale sanitario durante il trasferimento del giovane.
Accortisi del pericolo, i carabinieri hanno avviato le operazioni necessarie per riportarlo in salvo.
Carabinieri entrano in acqua per salvare il 25enne
Prima di procedere al recupero, i militari hanno cercato di tranquillizzare il giovane, che appariva in evidente stato di agitazione e paura.
La mediazione è stata fondamentale per consentire un intervento in sicurezza, evitando che il 25enne potesse perdere la presa sulla roccia o essere trascinato ulteriormente dalla corrente.
Alcuni carabinieri si sono immersi parzialmente nel Tevere per raggiungerlo, ricevendo anche il supporto di un collega della stazione di Roma Monteverde Nuovo, arrivato nel frattempo.
L’operazione ha permesso di recuperare il giovane e accompagnarlo fino alla banchina, mettendo fine a una situazione che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
Una volta raggiunta la terraferma, il 25enne è stato preso in custodia dai militari e successivamente sottoposto agli accertamenti medici.
La fuga dall’ambulanza vicino all’Isola Tiberina
Prima di ritrovarsi nelle acque del fiume, il giovane era stato affidato al personale del 118 per essere accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina.
Durante il tragitto, tutto sembrava procedere regolarmente. Tuttavia, quando l’ambulanza si trovava ormai nelle vicinanze della struttura sanitaria, la situazione è cambiata improvvisamente.
Il 25enne avrebbe simulato un nuovo malore, per poi spintonare un infermiere e aprire il portellone del mezzo di soccorso, riuscendo ad allontanarsi rapidamente.
Dopo essere sceso dall’ambulanza, ha cercato una via di fuga attraversando l’area dell’Isola Tiberina.
Il suo percorso lo ha portato all’interno della Basilica di San Bartolomeo all’Isola, dove è entrato prima di dirigersi verso il fiume.
La corsa è proseguita fino al Tevere, dove il tentativo di sottrarsi ai controlli si è trasformato in una situazione di emergenza che ha richiesto l’intervento diretto dei carabinieri.
Tutto era iniziato con un tentato furto in un negozio all’Esquilino
L’origine dell’intera vicenda risale alle 13:30 di domenica 18 ottobre, all’interno del punto vendita Upim di via Gioberti, nel quartiere Esquilino.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il 25enne, cittadino tunisino senza fissa dimora e con precedenti, era stato individuato dagli addetti alla sicurezza mentre avrebbe cercato di impossessarsi di alcuni articoli di abbigliamento senza pagarli.
Il personale di vigilanza è intervenuto per fermarlo, ma durante il controllo il giovane avrebbe manifestato un improvviso malessere.
Le sue condizioni apparivano alterate sotto il profilo psicofisico e, per questo motivo, è stato richiesto l’intervento dei soccorsi.
Sul posto è arrivato il personale sanitario del 118, che ha valutato la necessità di accompagnarlo in ospedale per ulteriori verifiche.
Nel frattempo era intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri della Compagnia Roma Centro, incaricata di verificare la situazione e fornire assistenza.
Il trasferimento al pronto soccorso sembrava destinato a concludere l’intervento, ma proprio nelle vicinanze dell’ospedale si è verificata la fuga che ha dato origine al successivo inseguimento.
Arrestato dopo il salvataggio, udienza a piazzale Clodio
Una volta recuperato dalle acque del Tevere, il giovane è stato arrestato dai carabinieri in relazione alla resistenza opposta all’infermiere durante la fuga dall’ambulanza.
Dopo l’intervento dei militari, è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina, dove i medici hanno effettuato gli accertamenti necessari per verificarne le condizioni di salute.
Al termine delle visite, il 25enne è stato dimesso dalla struttura sanitaria.
Nella mattinata di lunedì 19 ottobre è stato quindi accompagnato presso gli uffici giudiziari di piazzale Clodio, a Roma, per l’udienza di convalida dell’arresto.
La vicenda si è così conclusa con il recupero del giovane dalle acque del fiume e l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Resta centrale il ruolo dei carabinieri, che sono riusciti a gestire una situazione particolarmente complessa, intervenendo prima per mettere in sicurezza il 25enne e successivamente per procedere nei suoi confronti secondo quanto previsto dalla legge.
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