Sei aggressioni in una notte, compresa quella che ha mandato l’attore Davide Iacopini in terapia intensiva. Ora per i due ragazzi della banda della microcar si apre un nuovo capitolo giudiziario. La Procura per i minorenni ha aperto un fascicolo nei confronti di un 16enne e un 17enne, accusati di aver colpito diversi passanti tra Monteverde e Testaccio nella notte tra il 4 e il 5 ottobre. I reati contestati sono tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso.
I due adolescenti, che saranno interrogati martedì 20 ottobre, avrebbero già ammesso le aggressioni davanti ai carabinieri e agli agenti della polizia locale di Roma Capitale. Il più grande, figlio di un carabiniere, è il proprietario della microcar nera utilizzata durante gli episodi. Secondo quanto dichiarato dai ragazzi, avrebbero agito “per divertimento” e per festeggiare il compleanno di uno dei due.
Nel verbale il 16enne ha ricostruito gli spostamenti della serata, assumendosi anche la responsabilità dell’aggressione a Iacopini, tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo.
Il racconto del 16enne
“Il 4 ottobre ero a bordo della sua minicar, guidava lui. Abbiamo iniziato a girare alle 21 e 30 circa, fino all’una di sera. Ho perso un berretto a Ponte Testaccio, è quello che lei ha sul tavolo in questo momento”, ha dichiarato il ragazzo agli investigatori.
Il minorenne ha poi descritto un altro episodio avvenuto durante il tragitto: “Ho urlato a un signore in bicicletta per spaventarlo e lui ci ha rincorso, ma non è caduto, era forse l’una e dieci. È in questa occasione che ho perso il berretto”.
Particolarmente rilevante il passaggio dedicato all’aggressione dell’attore: “Ci siamo affiancati a un signore in monopattino: io gli ho tolto la mano dal manubrio, e lì il signore deve essere caduto. Ho letto sul giornale che si chiamava Iacopini Davide. La scarpa l’ho persa non perché gli ho dato un calcio, e poi sono comunque tornato a prenderla: aprivo lo sportello per controllare se il signore era caduto, lì ho perso la scarpa. Il 4 ottobre abbiamo fatto cadere altre due persone, non ricordo i dettagli”.
Secondo quanto emerso, i due adolescenti avrebbero inoltre un precedente per un furto commesso insieme.
Gli indizi sulla microcar
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla segnalazione di un residente di Testaccio, che aveva notato una microcar parcheggiata corrispondente, per modello e colore, a quella descritta dalle vittime delle sei aggressioni.
Gli investigatori hanno individuato tre adesivi raffiguranti un cobra rosso, applicati sul cofano e su due deflettori posteriori. Sugli adesivi compariva anche il nome di un’officina nella quale era stato effettuato un intervento sul veicolo.
Ulteriori riscontri sono arrivati dalle telecamere di videosorveglianza di via Maurizio Quadro, a Monteverde Vecchio, mentre le immagini registrate nella zona di San Pancrazio avevano già consentito di ricostruire una prima parte del percorso della minicar.
Il prossimo passaggio dell’inchiesta è fissato per martedì 20 ottobre, quando i due minorenni saranno interrogati nell’ambito del procedimento aperto dalla Procura competente.
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